Sì della Camera, beni confiscati alle mafie in affitto fino a 12 anni agli agenti

12 novembre 2015 ore 13:05, Americo Mascarucci
Sì della Camera, beni confiscati alle mafie in affitto fino a 12 anni agli agenti
Gli immobili confiscati alla mafia saranno dati in affitto alle forze dell’ordine per impiantarvi delle caserme. 
Il Governo ha proposto un emendamento al nuovo Codice antimafia già discusso in Commissione antimafia contenente le misure introdotte per rendere sempre più efficace il contrasto dello Stato alla criminalità organizzata. 

La decisione di destinare a caserme le case sequestrate ai mafiosi assume in questo caso un alto valore simbolico; lo Stato si impossessa dei beni della mafia e li utilizza per incrementare sul territorio i presidi delle forze dell’ordine. 
La lotta alla mafia diventa così l’occasione per incentivare la presenza stessa dello Stato attraverso una maggiore ramificazione dei presidi di sicurezza. Gli immobili sottratti alla criminalità dunque saranno riutilizzati per diventare caserme dei Carabinieri, della Polizia, della Guardia di Finanza, dei Vigili del Fuoco, dell’Esercito ecc. Per agevolare ulteriormente i membri delle Forze dell’Ordine i soldi spesi per lavori di ammodernamento e ristrutturazione degli immobili potranno essere scalati dai nuovi inquilini dal canone di affitto mensile. 

L’emendamento è stato approvato alla Camera con 281 voti favorevoli, 66 contrari e due astensioni. Hanno votato contro i parlamentari di Forza Italia e del Movimento 5Stelle. 
Questi ultimi in particolare si sono opposti alla misura inerente l’assegnazione della carica di amministratore giudiziario dei beni sottratti alla mafia ai dipendenti di Invitalia, una società controllata dal Ministero dell’Economia.
Se l’emendamento sarà approvato definitivamente anche in Senato, ai membri delle Forze dell’Ordine potranno essere affittate le case confiscate alla mafia con un contratto valevole quattro anni rinnovabile però soltanto due volte.

Via libera anche all’emendamento che vieta di conferire l’incarico di amministratore giudiziario di beni e immobili confiscati alla mafia a parenti o amici del magistrato che assegna il ruolo. Questo affinchè la lotta alla mafia non diventi business per pochi intimi. 

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