Blitz anti-terrorismo, Tofalo (Copasir): "Politica si vergogni. Vi spiego l’operazione del Ros partita 5 anni fa"

12 novembre 2015 ore 13:51, Lucia Bigozzi
Blitz anti-terrorismo, Tofalo (Copasir): 'Politica si vergogni. Vi spiego l’operazione del Ros partita 5 anni fa'
“L’operazione, importantissima dei Ros, è partita cinque anni fa da un’indagine su internet ma oggi non sarebbe stata resa possibile grazie al ddl terrorismo di Alfano che mette il bavaglio al web chiudendo i siti sospetti, che invece, vanno monitorati per capire chi sono e come si muovono i terroristi”. Angelo Tofalo, parlamentare dei 5Stelle e membro del Copasir, è la voce politica fuori dal coro nel giorno delle lodi e dei complimenti. Nella conversazione con Intelligonews, esalta l’attività dei Carabinieri e dell’intelligence in quanto tale ma mette in evidenza quelli che giudica i limiti di una legge che “segna un passo indietro”.

Come valuta l’operazione che ha portato agli arresti in tutta Europa di presunti jhadisti e in particolare l’indagine dei Ros a Milano? 

«Anzitutto faccio i complimenti ai Carabinieri del Ros per l’importante operazione condotta interagendo con altre forze europee di intelligence, in Norvegia, Gran Bretagna, Finlandia e Svizzera che ha portato all’arresto di diciassette persone in tutt’Europa. Tra l’altro il cosiddetto facente capo, ovvero il Mullha Krekar era un personaggio già noto perché fondatore nel 2001 di cellule terroristiche in Iraq. Premessi i complimenti ai Ros, evidenzio una nota critica».

Quale?

«La politica deve vergognarsi perché questa operazione è la prova inconfutabile che un’operazione ottima come quella di oggi deriva da un’indagine del Ros partita nel 2010 grazie all’individuazione di un sito internet di connotazione jihadista diventato una sorta di “università” virtuale di reclutamento. Quindi si tratta di un’indagine importantissima basata anche sul monitoraggio e controllo dei siti sospetti, della Rete, ma oggi con la legge attuale non sarebbe stato possibile perché i siti invece di seguirli e studiarli per capire le mosse di chi vi aderisce e interagisce, si chiudono»

Quindi secondo lei sarebbe una penalizzazione per chi lavora sul campo a livello investigativo?

«Assolutamente sì. Io sono stato relatore di minoranza del ddl anti-terrorismo e dico che una legge del genere andava bene se fatta dieci anni fa per evitare quelle organizzazioni che oggi esistono perché hanno potuto costituirsi in rete e come tali vanno monitorate. Poteva essere una legge efficace dieci anni fa, mentre oggi la considero la vergogna di una politica senza idee: non si va più a monitorare la rete ma si chiudono i siti che, invece, vanno seguiti e monitorati»

Milano crocevia delle cellule jihadiste: significa che l’Italia è a rischio?

«Siamo a rischio già da un po’. Non c’è un rischio imminente ma l’allerta resta altissima. L’attività di intelligence funziona ma sarà così fin quando andrà tutto bene e purtroppo la politica italiana pensa più a un populismo spicciolo che, invece, a produrre un’azione coesa contro il terrorismo».

Faccia un esempio.

«Abbiamo creato una piattaforma web che si chiama Intelligenzacollettiva.com per approfondire le tematiche connesse al terrorismo internazionale. Ne fanno parte esponenti politici di diversa provenienza, studiosi, esperti e la politica che fa? Cerca di demonizzare l’iniziativa, di smontarne il valore culturale finalizzato all’approfondimento della conoscenza e alla produzione di idee mettendoci sopra il timbro dei 5Stelle o dicendo che i 5Stelle si fanno la loro fondazioncina. Non è così, io ho spinto per la realizzazione della piattaforma ma dentro ci sono esponenti quali Casson e tanti altri: stiamo cercando di dare il nostro contributo, altro che fondazione del singolo politico che si fa gli affari suoi. Quando in Italia si fa una cosa bella, utile e pulita, subito viene smontata, denigrata: sosterremo i progetti degli studiosi, attraverso donazioni spontanee dalla Rete, altro che quello che abbiamo sempre visto nella vecchia politica che continua a mettere zizzania, a dividere». 

Cosa risponde al ministro Alfano che, tra l’altro, non ha escluso che il pericolo terrorismo possa arrivare anche dai barconi degli immigrati?

«Alfano farebbe bene a tacere perché questa operazione importantissima è andata in porto non con l’attuale normativa. In questi anni la minaccia del terrorismo internazionale è cresciuta, si moltiplicano le iniziative di radicalismo con la nascita di siti web e lui che fa? Mette il bavaglio al web. La contraddizione più evidente rispetto alla politica di Alfano è che quella siglata dai Ros insieme ai colleghi europei è un’indagine che parte proprio da internet. Questa legge rappresenta un passo indietro: invece di rafforzare il lavoro dell’intelligence lo indeboliamo. Aggiungo che siamo stati noi a presentare nella legge di stabilità un emendamento per dare più incentivi, risorse, strumenti e fondi alla nostra intelligence: ci sono persone validissime, bravi informatici, giovani laureati in ingegneria esperti del web, linguisti perché secondo noi così devono essere gli 007 del futuro e bisogna inserirli, valorizzarli magari togliendo chi come al solito sta là perché amico dell’amico. Abbiamo bisogno di persone competenti che parlano lingue “rare”». 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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