Brembo non morde il freno e fa volare l'utile netto 2015

12 novembre 2015 ore 14:53, Luca Lippi
Brembo non morde il freno e fa volare l'utile netto 2015
Ottimi i risultati della Brembo, fiore all’occhiello dell’industria italiana e ambasciatrice nel mondo del Made in Italy. Al 30 settembre di quest’anno ha fatturato 1,50 miliardi di euro contro 1,34 miliardi dello stesso periodo riferito al 2014, una crescita del 15,6%; quasi l’88% dei ricavi è stato realizzato fuori dall’Italia. Il margine operativo lordo è cresciuto del 28,4%, passando da 207,8 milioni a 266,8 milioni di euro. Di conseguenza, la marginalità è salita dal 15,5% al 17,2%. La società bergamasca ha chiuso il periodo gennaio- settembre con un utile netto di 132,1 milioni di euro, il 40% in più rispetto ai 94,4 milioni contabilizzati nei primi nove mesi del 2014. Nel solo terzo trimestre i ricavi sono cresciuti del 16,3% a 510,2 milioni di euro, mentre l'utile netto è salito del 42% a 43,2 milioni. A fine settembre l’indebitamento netto del gruppo ammontava a 215,4 milioni di euro, in contrazione rispetto ai 270,4 milioni di inizio anno. Nei primi nove mesi Brembo ha investito 92,9 milioni di euro. I vertici dell’azienda hanno segnalato che gli ordinativi in portafoglio confermano anche per l’ultima parte del 2015 una buona crescita dei ricavi e dei margini.

La storia di Brembo in sintesi: nasce l'11 gennaio 1961 a Sombreno (Bg) come una piccola officina a carattere familiare, il nome originario era OMdS (Officine Meccaniche di Sombreno) di Emilio Bombassei e Italo Breda. Emilio è il padre dell’attuale presidente di Brembo Alberto Bombassei. Dopo soli dieci anni di attività da società in nome collettivo diventa società per azioni e i clienti sempre più importanti fino alla svolta del 1964 quando la Brembo comincia a produrre i primi dischi freno diretti al mercato del ricambio. Fino ad allora, in Italia, i dischi erano importati della Gran Bretagna. Alla produzione di dischi si affianca successivamente quella di altri componenti del sistema frenante. La qualità dei prodotti e dei servizi dell'azienda cominciano ad essere riconosciuti in campo internazionale, nel 1965 Brembo conta 28 dipendenti. Dopo altri 10 anni la svolta più prestigiosa per un’azienda italiana che opera nel campo dell’industria automobilistica, la Ferrari affida all'azienda bergamasca la fornitura di sistemi frenanti per la propria vettura di Formula 1. Da quel momento Brembo inizia una scalata che la porta ad avere tuttora una forte leadership nel settore delle competizioni motoristiche.

Una serie di successi crescenti, acquisizioni all’estero, espansioni e non ultima la quotazione in Borsa, arriviamo ai giorni nostri per segnalare che Brembo fornisce freni per Aston Martin, Porsche, Ferrari, Pagani, Lamborghini e BMW M, e per altre auto ad alte prestazioni come Ford GT, Dodge Viper ed alcune versioni speciali della Jaguar XKR. Fornisce inoltre anche marchi leader nel campo motociclistico come  Cagiva, Ducati, MV Agusta, Aprilia, Bimota, BMW, Harley-Davidson, Husqvarna, KTM, Moto Morini, IMZ-Ural, Yamaha, Triumph Motor Company, TM Racing. Nel mondo delle competizioni sportive Brembo rifornisce e assiste le autovetture da Formula 1, come la Ferrari, e i team di MotoGP di Yamaha e Ducati.

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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