"Lì per la pace": l'Italia ricorda Nassiriya e non dimentica le offese

12 novembre 2015 ore 16:42, Americo Mascarucci
'Lì per la pace': l'Italia ricorda Nassiriya e non dimentica le offese
Il 12 novembre del 2003 a Nassiriya in Iraq fu compiuto uno dei più sanguinosi attentati terroristici contro le forze di sicurezza italiane impegnate in quel Paese per garantire la stabilità nel dopo Saddam.

Alle 10.40 locali, un camion imbottito di esplosivo fu fatto saltare in aria davanti alla caserma dei Carabinieri. 
Fu una strage. Persero la vita i carabinieri Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante. Giovanni Cavallaro, sottotenente.Giuseppe Coletta, brigadiere. Andrea Filippa, appuntato. Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente. Daniele Ghione, maresciallo capo. Horacio Majorana, appuntato. Ivan Ghitti, brigadiere. Domenico Intravaia, vice brigadiere. Filippo Merlino, sottotenente. Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante. Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante.
Morirono anche i militari dell'esercito: Massimo Ficuciello, capitano. Silvio Olla, maresciallo capo. Alessandro Carrisi, primo caporal maggiore. Emanuele Ferraro, caporal maggiore capo scelto. Pietro Petrucci, caporal maggiore.
Infine i civili: Marco Beci, cooperatore internazionale. Stefano Rolla, regista. 

Sono state tante le celebrazioni che in tutta Italia oggi hanno ricordato il sacrificio dei militari e civili  italiani barbaramente assassinati e che, oltre a perdere la vita, hanno dovuto subire l’onta di aver visto la loro memoria offesa, infangata e vilipesa dai soliti antagonisti imbecilli in servizio permanente effettivo, per i quali quei ragazzi se l’erano cercata e non meritavano alcun rispetto avendo operato alle dipendenze dell’imperialismo americano. Idee di estrema sinistra, purtroppo ancora oggi dure a morire.

Commovente cerimonia a Vasto dove è intervenuto il maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della compagnia locale dei carabinieri che ha tenuto un discorso di altissimo profilo davanti alle autorità civili, militari e religiose e alle scuole intervenute presso il monumento dedicato ai caduti di Nassiryia. 
Una studentessa, Chiara Cipollone, ha letto i nomi delle persone morte nell'attentato in terra irachena, poi don Domenico Spagnoli, parroco di Santa Maria Maggiore, ha benedetto le due corone d'alloro, una delle quali è stata deposta dinanzi al monumento dedicato alle vittime. “E’ un ricordo ancora ben vivo – ha detto il maggiore Vitiello nel suo intervento - Il dolore per quei tragici momenti accompagnerà per sempre la memoria delle famiglie delle vittime e di tutti gli italiani. E’ stato un sacrificio per la pace e la sicurezza di quelle popolazioni. I nostri carabinieri e militari non erano lì per fare la guerra ma per lavorare per la pace. La cerimonia di oggi testimonia che lo Stato non dimentica i suoi figli, la loro memoria deve essere la nostra forza”.

Erano ragazzi che stavano lì a garantire la pace e ad assicurare un futuro migliore a quel Paese. La morte dei martiri di Nassiriya ha ucciso anche il sogno di un Iraq stabilizzato e realmente democratico. 

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