Nasce l’anagrafe nazionale: il cittadino digitale avrà diritti?

12 novembre 2015 ore 22:11, Luca Lippi
Nasce l’anagrafe nazionale: il cittadino digitale avrà diritti?
Il progetto dell’Anagrafe nazionale della Popolazione Residente (Anpr) sta per partire definitivamente.  È il compimento di un altro tassello dell’agenda digitale del Governo, con l’Anagrafe nazionale andranno in pensione le oltre 8.000 anagrafi dei comuni italiani, costituendo un riferimento unico per la Pubblica Amministrazione, le società partecipate e i gestori di servizi pubblici. Al progetto partecipano: il Ministero dell'interno, Istat, Anci in rappresentanza dei Comuni, Cisis (Centro Interregionale per i Sistemi informatici, geografici e statistici) per le Regioni, Sogei in qualità di partner tecnologico.

La sperimentazione è partita oggi in 27 Comuni tra cui Roma, Milano e Torino. La nuova Anagrafe consentirà una semplificazione e razionalizzazione delle banche dati oltre a garantire maggiore certezza dei dati anagrafici. Grazie al sistema informatico i dati dei singoli cittadini arriveranno all'Anagrafe tributaria non più dalle singole anagrafi comunali, ma direttamente da quella nazionale. L'obiettivo è migliorare la trasmissione ed evitare errori nella creazione dei dati fiscali. L'amministrazione fiscale avrà a disposizione anche i dati relativi alla famiglia anagrafica per migliorare le politiche fiscali di sostegno al reddito familiare e ottimizzare le verifiche sulle capacità contributiva non più legata al singolo contribuente. La sperimentazione anagrafica propone anche di verificare la spettanza di detrazioni e deduzioni per i familiari a carico, garantire il regolare pagamento di tributi legati alla composizione della famiglia e migliorare la qualità dei dati forniti al Sistema tessera sanitaria.

La nuova Anagrafe, ha spiegato il direttore generale dell'Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, permetterà risparmi economici. Osserva la Orlandi  "Una volta che tutti i comuni saranno entrati nel sistema, le informazioni anagrafiche saranno complete, standardizzate e prive di duplicazioni. Questo in quanto i dati su questi eventi arriveranno all'Anagrafe tributaria non più dalle singole anagrafi comunali, ma direttamente da quella nazionale".

È, dunque, il battesimo del cittadino digitale, una forma di controllo senza precedenti ma compatibile con lo sviluppo dei sistemi informatici, quel mostro cui le persone fanno riferimento ogni giorno con un approccio piuttosto “disinvolto” ma che nella sostanza raccoglie dati e informazioni che un avvocato potrebbe sconsigliare ad ogni suo assistito. Tant’è vero che il Magistrato prima di ogni richiesta di deposizione ha il dovere di avvertire l’imputato che ogni cosa detta potrebbe essere usata contro!

Il cittadino digitale avrà diritti? E’ l’autodenuncia senza soluzione di continuità, l’impossibilità di sbagliare (la cosa più umana del mondo) la spersonalizzazione totale degli individui che diventano codici e numeri, quei numeri preceduti da “cancelletto” che appaiono negli avvisi bonari (65mila per il momento) che troverete in calce alle lettere per sanare con il bonifico la presunta “evasione”, sarà la causale di ogni atto nei confronti della pubblica amministrazione.

L’individuo non sarà più un anziano indigente da ascoltare per comprendere se i suoi bisogni sono reali o semplicemente un “paravento”, nulla di tutto questo, l’individuo sarà digitale, come i neonati al taglio del “cordone della vita” già hanno assegnato il codice fiscale. In vecchiaia avremo maturato tanti di quei numeri, asterischi e cancelletti che la squallida medaglietta al collo dei militari in guerra sarà un baluardo di dignità umana.

Sarà una semplificazione, ne siamo certi, è la frontiera del progresso, ma nel marasma degli errori umani è strumento di una pericolosità inaudita! Però migliorerà le funzioni dell’Amministrazione Pubblica, e ne siamo certi, qualche dubbio lo solleviamo sulla tutela dei diritti essenziali dell’umanità.

autore / Luca Lippi
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