La maledizione di Rebecca: ricorda tutto, ma invidia la memoria corta

12 ottobre 2015, Americo Mascarucci
La maledizione di Rebecca: ricorda tutto, ma invidia la memoria corta
E’ possibile ricordare ogni istante della propria vita, addirittura dal dodicesimo giorno di vita e per i successivi venticinque anni? Assurdo, fantascientifico. 

Ne siete proprio sicuri? Assolutamente no, basta andare in Australia a Brisbane e chiedere di Rebecca Sharrock per rendersi conto di come questa possibilità sia concreta. In realtà non si tratterebbe dell’unico caso al mondo. Sarebbero infatti un’ottantina le persone dotate di una memoria prodigiosa al punto da aver memorizzato nel proprio cervello ogni minimo istante della propria vita. E’ come avere un album fotografico sempre aperto con le foto di tutta una vita in bella mostra. Non solo, oltre ad avere vivo nella mente ad esempio ogni esatto momento in cui la mamma la posizionava nella culla, Rebecca è in grado di ricordare alla perfezione riga per riga di ogni romanzo letto, parola dopo parola, virgola dopo virgola. Si tratterebbe tuttavia, non di un privilegio divino, quanto piuttosto di una sindrome che ha pure un nome ben preciso: "Highly superior autobiographical memory", ovvero la malattia di chi “ricorda troppo”. 

E se dimenticare tutto è un male, ricordare tutto non è affatto un bene. Non lo è certamente per le persone affette dalla sindrome, come appunto Rebecca che da anni è oggetto di studi scientifici. Sembrerebbe un privilegio, un dono straordinario della natura, ma in realtà come detto, è bene non invidiare troppo Rebecca e quelle altre persone che stanno nella sua stessa condizione. Anzi, non c’è da invidiarle affatto, perché la vita è fatta di momenti lieti e meno lieti e spesso è proprio desiderio di ognuno rimuovere dalla propria mente i brutti ricordi. 

Per Rebecca questo non è possibile purtroppo, e ogni ricordo è associato ad un preciso stato d’animo, ad un’emozione spesso negativa che riemerge ricordando quel momento particolare. Paura, ansia, dolore, ritornano spaventosamente alla ribalta anche se magari si tratta di vicende avvenute durante l’infanzia che il passare degli anni ha contribuito a cancellare. Invece per Rebecca nessun diritto all’oblio è consentito. Pare addirittura che questa sindrome comporti stati d’animo perennemente ansiosi e sia causa di insonnia, proprio perché certi ricordi stampati nella mente provocano tensione, angoscia, nervosismo cronico. Rebecca questa sua situazione la vive tutt’altro che come un privilegio, anzi in cuor suo prova invidia per chi magari ha già dimenticato a che ora si è alzata la mattina. E su Facebook è riuscita a raggiungere altre persone che vivono il suo stesso dramma. Tutte persone che preferirebbero avere una memoria normale, capace di dimenticare, e non condannata a ricordare troppo.
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