"Vendo Klimt per fare cassa": proposta choc del sindaco di Venezia. Una battuta?

12 ottobre 2015, Adriano Scianca
'Vendo Klimt per fare cassa': proposta choc del sindaco di Venezia. Una battuta?
Il vulcanico sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, fa ancora discutere. Stavolta si parla dell'intenzione del primo cittadino lagunare di vendere quadri di Klimt e Chagall per risanare le casse della città. 

Sarebbe già pronto, anzi, un dossier con le singole opere d’arte in vendita, per un valore di base d’asta di 400 milioni. L'unica condizione posta da Brugnaro che si tratti “di opere che non hanno nulla a che vedere con la storia artistica e culturale di Venezia”. Tra le opere interessate ci sarebbe “La Giuditta II”, di Klimt, per un valore stimato fra i 70 e i 90 milioni di euro. 

Dopo la bomba mediatica, dal Comune di Venezia è arrivata una nota che cerca di spiegare meglio i fatti: “Non è stata decisa alcuna cessione di opere d’arte di pregio. Sarà necessario procedere ad una verifica attenta e puntuale del patrimonio a disposizione, ma al momento non esiste alcun elenco. La situazione di bilancio di Venezia è nota a tutti, per cui certamente c’è la volontà di fare un approfondimento in questo senso: in mancanza di altre risorse, la necessaria salvaguardia della città potrebbe anche dover passare attraverso la rinuncia ad alcune opere d’arte cedibili perché non legate, né per soggetto né per autore, alla storia della città”. 

Il ministro Dario Franceschini ha tagliato corto: “Penso sia solo una battuta o più comprensibilmente una mezza minaccia per chiedere più risorse al governo in vista della stabilità. Le norme del Codice Beni Culturali per evitare lo smembramento delle collezioni pubbliche e garantire la pubblica fruizione delle singole opere, chiudono il dibattito”.
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