D-Day, la scomunica della Chiesa "porta male" anche a Marino: toccò alla Bonino

12 ottobre 2015, Marta Moriconi
D-Day, la scomunica della Chiesa 'porta male' anche a Marino: toccò alla Bonino
La Cei "speronò" Emma Bonino nel Lazio. Il cardinale Vicario di Roma, Agostino Vallini, ha bocciato Ignazio Marino. 

Con parole durissime l'Osservatore Romano non perdona il sindaco dimissionario di Roma. Un sindaco più attento alla "realtà virtuale, come scritto dal nostro direttore, che al Campidoglio e ai suoi problemi amministrativi per molti. L'accusa è che non ha saputo ascoltare i cittadini, ieri il premier Renzi a parlato chiaramente di un'insofferenza e di una mancata di fiducia da parte dei romani stessi al''uomo che le primarie premiarono.

Forse la Chiesa l'aveva già abbandonato da tempo, da quando il Papa non evitò al medico-politico la figuraccia in diretta mondiale: smentì di averlo invitato.
Oltre all'appello per una nuova classe dirigente, Vallini dichiara nero su bianco ni al settimanale diocesano Roma Sette: «Roma sia stimolata a rinascere, ad avere una scossa. Deve ripartire dalla sue risorse religiose e civili». 
Dunque spazio e attenzione del Comune verso le nuove povertà e i profughi, ma anche avanti tutta con la «formazione di una nuova classe dirigente». Una rinascita alle porte del Giubileo, che non significa solo cambiare nome, ma cambiare proprio modo di operare e di amministrare la Città Eterna. 

Non manca che la lettera aperta alle istituzioni e ai cittadini il 5 novembre nella Sala Rossa del Palazzo Apostolico Lateranense.

E non può che tornare alla mente quando l'Avvenire parlò di Emma Bonino come di una figura "incompatibile e ostile alla visione cristiana". 
Anche lì un attacco neanche troppo celato che svelò l'opinione della gerarchia ecclesiastica (quando si parla di Avvenire si parla di Cei), di opporsi  direttamente con il Pd per impedire una vittoria poco desiderata. Forse fu la prima volta che si usò un linguaggio aggressivo e la battaglia sulle idee fatta apertamente. E molto si dettero da fare il cardinal Ruini e l'Udc,
Uno stile politicamente "aggressivo", una critica, che diede i suoi frutti.

Eppure forse, oggi come ieri, l’attacco svela delle debolezze della gerarchia ecclesiastica. Ossia la necessità di tirare una linea dritta su una speranza perduta, ma anche quella di recuperare in qualche modo i molti elettori cattolici, che erano rimasti stupiti dalla non discesa in campo della Chiesa nelle ultime Comunali, rimasta più a margine della campagna elettorale regionale appunto. 
Lo scoppio degli scandali romani, da Mafia Capitale in giù, pare infatti non salvi nessuno, neanche quell'Alemanno che la Chiesa non disdegnò
Ma ora i cattolici moderati non ci sono più, c'è un "grillismo" nella Chiesa che non si accontenta delle solite facce, che sta diventando sempre più pretenzioso, e che non ha attrattiva né per gli uomini "ecclesiastici" in politica né in un centrodestra incoerente e che ha lasciato macerie. La battaglia dunque è stata spostata sul nuovo. Se nuovo sarà, i cittadini potrebbero gradirlo. altrimenti, questa volta, la battaglia è dura anche per la gerarchia. 


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