Gay e Curia, lo scandalo dei Carmelitani Scalzi è solo l'ultimo

12 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Gay e Curia, lo scandalo dei Carmelitani Scalzi è solo l'ultimo
Tutto sarebbe partito da un pestaggio avvenuto a Villa Borghese, su cui sta indagando la Polizia. 
Ad essere percosso con violenza il presunto amante di un alto rappresentante della Curia generalizia dell’Ordine dei Carmelitani scalzi. 

Una torbida vicenda che ora rischia di creare un nuovo scandalo all’interno della Chiesa. 
Ma andiamo per ordine. 
La Polizia starebbe indagando sulle frequentazioni hard di un importante sacerdote della Congregazione dei Carmelitani che pare abbia il vizietto di frequentare giovani “prostituti” di Villa Borghese, persone sbandate, senza tetto, ai quali sarebbero state promesse elargizioni in denaro dietro prestazioni sessuali. 

Il caso sarebbe stato già segnalato a Papa Francesco, al vicario di Roma Cardinale Agostino Vallini e al preposto dei Carmelitani Scalzi Saverio Cannistrà da un gruppo di fedeli, frequentatori della parrocchia di Santa Teresa d’Avila, centodieci in tutto, firmatari di un corposo dossier corredato di testimonianze e racconti dei "clienti" del prete inviato alle personalità suddette per chiedere che le gerarchie intervengano a mettere fine alla scandalosa condotta del religioso. 

Uno dei giovani amanti del prete che avrebbe confessato la sua relazione con il sacerdote è lo stesso che ha subito il pestaggio. I fedeli che hanno denunciato lo scandalo hanno addirittura letto un appello pubblico sul sagrato della parrocchia, dopo essersi visti negare il permesso di farlo al termine della Santa messa dal pulpito della Chiesa. Non tutti infatti nella Curia generalizia e nella parrocchia ritengono vere le voci delle relazioni gay di questo illustre religioso e ritengono che in realtà si tratti di un complotto ordito contro di lui per aver disposto il trasferimento di alcuni frati. Frati, sostengono gli accusatori, che sarebbero stati allontanati solo ed esclusivamente per aver denunciato le relazioni gay che avvenivano nelle stanze della Curia.

"Abbiamo scritto al Papa per presentargli la vicenda - dice Giuseppe del Ninno, portavoce dei parrocchiani che hanno fatto esplodere il caso - ma pensiamo che non sia stato neanche informato della nostra lettera". I fedeli denunciano "l'insensibilità delle gerarchie, le risposte burocratiche, la mancanza di coraggio nella verità. Ci sono dichiarazioni scritte delle vittime - racconta ancora Del Ninno - adulti vulnerabili, anche senza tetto che ruotano intorno alla parrocchia dei Carmelitani per avere un aiuto". 
Anche dei sacerdoti carmelitani avrebbero fatto presente il comportamento scorretto di questo confratello". I trasferimenti contestati chiamati "normali avvicendamenti" sarebbero tre in tutto. 

Insomma gli ingredienti per imbastire lo scandalo ci sarebbero tutti. Ma sarà tutto vero? Ci saranno stati davvero questi incontri hard all’interno della Curia con i presunti “prostituti” di Villa Borghese, oppure si tratta soltanto di pettegolezzi? I parrocchiani che hanno denunciato lo scandalo sono davvero animati da fervore moralizzatore, oppure come sostengono dalla Curia sono soltanto guidati da ostilità verso il superiore incriminato che ha disposto i trasferimenti? E  l’uomo pestato a Villa Borghese è davvero l’amante del sacerdote oppure è stato malmenato per ragioni che nulla hanno a che vedere con questa vicenda. 

A questo punto spetta alla Polizia fare chiarezza. Un fascicolo è stato formalmente aperto e ora si attendono sviluppi. Certo è che dal Vicariato la vicenda è seguita con grande preoccupazione visto che potrebbe aprire le porte a nuovi scandali di cui la Chiesa non ha certo bisogno. 

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