Denise Pipitone, la criminologa Bruzzone spiega chi sono i mitomani e avverte: “Il caso Ragusa insegna"

12 ottobre 2015, Andrea Barcariol
Denise Pipitone, la criminologa Bruzzone spiega chi sono i mitomani e avverte: “Il caso Ragusa insegna'
Intervistata da IntelligoNews, la criminologa Roberta Bruzzone parla della vicenda relativa a Denise Pipitone e dell’ipotetica svolta dopo la telefonata di uomo al Tgr della Basilicata: “E’ viva e vive a Tito” che confermava il messaggio ricevuto dalla madre su facebook lo scorso agosto.

Che idea si è fatta della vicenda?

«E’ difficile essere ottimisti, sappiamo molto bene come spesso questo tipo di comunicazioni si siano rivelate totalmente prive di fondamento. Temo che sia l’ennesimo caso. Queste vicende richiamano l’attenzione di soggetti che cercano soprattutto visibilità. Anche questa potrebbe essere l’ennesima segnalazione senza riscontro».

A quale tipologia appartengono le persone che fanno questo tipo di comunicazioni?

«Generalmente si tratta di soggetti con problemi psichici, persone psicolabili, con desiderio di attirare l’attenzione. In altri casi invece non riescono a comprendere il dramma vissuto dai congiunti dello scomparso e fanno segnalazioni come se fossero banali scherzi. Si tratta di gente che ha una valutazione della realtà alquanto discutibile e una certa dose di cattiveria. La maggior parte delle persone che fa queste cose sicuramente non è in buona fede».

Possibile che una bambina, come Denise, rapita a 3 anni possa avere un ricordo della madre?

«Si certamente, assolutamente sì e questo che rende ancor difficile un eventuale ritrovamento. Sono passati tantissimi anni e se Denise fosse stata in grado di comunicare con la sua famiglia di origine probabilmente lo avrebbe già fatto».

Le apparizioni su facebook o le telefonate in televisione spesso regalano più illusioni che risultati. E’ d’accordo?

«Guardi, la maggior parte delle segnalazioni sono prive di fondamento. Basta vedere il caso di Roberta Ragusa che ha fatto registrare oltre 800 segnalazioni, anche per Elena Ceste ne arrivarono diverse centinaia, anche in buona fede, ma sempre da prendere con le pinze».


caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]