Legge di Stabilità 2016, il futuro di Imu e Tasi (o meglio, il nostro)

12 ottobre 2015, Americo Mascarucci
Legge di Stabilità 2016, il futuro di Imu e Tasi (o meglio, il nostro)
Ci sarà dunque la tanto auspicata abolizione della Tasi sulle prime case e l’unificazione fra Imu e Tasi? 
Ormai non si tratterebbe più soltanto di un’ipotesi ma di una precisa volontà politica in fase di attuazione. 
I due provvedimenti infatti saranno inseriti  nella Legge di Stabilità 2016 secondo  il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. 

“E’ in discussione – spiega l’esponente di Scelta Civica - la proposta di unificare l’imposta sugli immobili oltre alle già annunciate misure che porterebbero all’abolizione della Tasi sulla prima abitazione, dell’Imu agricola e dei macchinari imbullonati al suolo. L’unificazione di Tasi e Imu – spiega Zanetti - è ancora in valutazione per tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale, l’aliquota unica sarebbe pari all’esatta sommatoria delle due aliquote attuali. L’imposta unica, che non porterebbe un aggravio fiscale per il contribuente, si andrebbe, quindi, a sostituire alla somma delle attuali IMU e Tasi” .

La volontà del Governo è dunque quella di un intervento concreto che porti a ridurre la pressione fiscale. Una battaglia questa che all’interno della maggioranza di Governo proprio Scelta Civica ha portato avanti con maggiore impegno, nella consapevolezza che l’attuale livello della tassazione penalizzi soprattutto le imprese impedendo lo sviluppo delle attività e la possibilità di nuove assunzioni.  

Ma c’è anche il mercato immobiliare da far ripartire con urgenza. Per questo nella prossima Legge di Stabilità sarà inserita anche l’abolizione Tasi sulla prima abitazione e l’eliminazione dell’IMU su tutti i terreni agricoli. Per quel che riguarda, invece, i macchinari imbullonati al suolo si sta studiando una normativa che porti ad un cambiamento del calcolo della rendita catastale degli immobili industriali che tengano conto, nelle stime, anche del suolo, delle costruzioni e degli elementi ad esse collegati, come i macchinari imbullonati.

Tuttavia se questi provvedimenti sono salutati positivamente dai cittadini, un po’ meno lo sono dai Comuni che con queste entrate fanno in pratica quadrare i bilanci. L’abolizione dell’Imu sulla prima casa varrebbe intorno ai 3,73 miliardi di euro, quella sui terreni agricoli circa 800 milioni come quella sugli imbullonati. In totale il costo dell’abolizione di tutte queste imposte è di circa cinque miliardi.

Somme come detto che oggi vanno a rimpinguare le casse dei Comuni. La perdita di questi cinque miliardi sarà in parte compensata dal Governo con maggiori trasferimenti ai Comuni e con altre misure che saranno portate dal Governo all’attenzione dell’Anci. 

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