Viva la sincerità, Angela Merkel dice "no ai profughi a casa" e detta le linee

12 ottobre 2015, Americo Mascarucci

Viva la sincerità, Angela Merkel dice 'no ai profughi a casa' e detta le linee
Viva la sincerità! La cancelliera tedesca, Angela Merkel, senza troppi giri di parole e senza ipocrisia ha dichiarato candidamente che lei in casa sua non ospiterebbe mai dei profughi. 

In un’intervista alla Bild la “lady di ferro” della Germania, di fronte alla domanda se sarebbe o meno disponibile ad accogliere i migranti direttamente nella propria abitazione ha ammesso: «Pur con tutto il rispetto per quelli che lo fanno, è un qualcosa che al momento non riesco a immaginare». 

Nel suo partito, la Cdu, e nella coalizione di governo, ci sono divergenze sul tema dell’accoglienza e non tutti approvano il “metodo Merkel”. La Cancelliera però aggiunge nell’intervista: «C’è un diritto alla protezione dalla guerra e dalla persecuzione sancito dalla nostra Costituzione e dalla Convenzione di Ginevra che è valida in tutti i Paesi europei. A quanti non possono reclamare il diritto di asilo dobbiamo dire che devono abbandonare il Paese, pur difficile che questo sia per loro».

Come dire, l’accoglienza è un dovere, ma a patto che non avvenga in casa mia. Perché la Merkel alla sua “intimità” ci tiene e pure alla propria sicurezza. E sebbene lei punti ad accogliere in Germania soltanto la “crema” del popolo siriano, i laureati, gli ingegneri, gli intellettuali, gli imprenditori ecc. il rischio che possa inserirsi pure qualche “povero disgraziato” è molto concreto. E allora, beato chi se li prende in casa, ma lei, la Cancelliera dal pugno duro, che tiene tutta l’Europa sotto scacco, questa responsabilità se non la vuole propria assumere.

Ma se non se la sente lei di ospitare i profughi, perché questo obbligo morale dovrebbero sentirlo gli altri, cioè i cittadini europei? Perché se l’accoglienza è prima di tutto un dovere, questo dovere lo si pretende dagli abitanti dei quartieri delle città, legittimamente preoccupati per la presenza degli immigrati, visto che spesso e volentieri quelle zone, a differenza dell’abitazione della Merkel, non sono neanche troppo sorvegliate dalle forze dell’ordine? 

Ha fatto bene a parlare chiaro la cancelliera tedesca e senza ipocrisia, ma proprio per questo forse quella stessa ipocrisia, dovrebbe evitare di manifestarla stigmatizzando l’atteggiamento di quei Paesi che le frontiere le chiudono, proprio perché, come lei, non se la sentono di “ospitare” i profughi “in casa”. 

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