Terremoto, c'è il decreto: criteri e obiettivi della ricostruzione

12 ottobre 2016 ore 10:05, Americo Mascarucci
E' stato illustrato dettagliatamente con una conferenza stampa a Palazzo Chigi il decreto ricostruzione post terremoto del 24 agosto approvato dal Consiglio dei Ministri.
Lo ha presentato il commissario alla ricostruzione Vasco Errani insieme al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti
300 milioni di euro saranno destinati subito a 62 comuni inseriti nel decreto per dare avvio alle prime opere.
Il fondo complessivo da quattro miliardi e mezzo di euro sarà così suddiviso:
tre destinati alla ricostruzione degli edifici privati e uno per quelli pubblici, già stato inserito nella legge di bilancio che sarà approvata il prossimo sabato. 
Verrà riconosciuto il 100% dei danni a "privati, imprese e abitazioni", comprese le seconde case, "in realtà abitazioni di famiglia che rappresentano identità ed economia del territorio". 
I lavori per le prime case e per le seconde case all'interno dei borghi saranno coperti interamente dagli stanziamenti del governo, mentre per le abitazioni posizionate all'esterno dei centri abitati la copertura non sarà integrale, ma limitata al 50% delle spese. 
"I tempi della ricostruzione saranno lunghi – avverte il commissario straordinario Vasco Errani – anche perché per i borghi, che vogliamo ricostruire pietra su pietra, sarà necessario un lavoro di programmazione urbanistica, nel quale sarà coinvolto (con il progetto “Casa Italia”) l’architetto Renzo Piano".  
I sopralluoghi effettuati finora nelle abitazioni e negli altri edifici danneggiati sono stati più di 22.600, nella metà dei casi periti ed esperti hanno dichiarato l’agibilità dei locali, primo passo importante per potere avviare in sicurezza i lavori di ristrutturazione.

 
Terremoto, c'è il decreto: criteri e obiettivi della ricostruzione
Errani, ha poi spiegato che le imprese impegnate nella ricostruzione, sia pubbliche sia private, dovranno essere iscritte in una "white list", alla quale si può accedere presentando la documentazione sulle proprie attività, dimostrando di essere in regola per esempio con i regolamenti antimafia.
In questo modo si punta ad impedire l'infiltrazione di società in odore di mafia negli appalti della ricostruzione. 
Le stazioni appaltanti saranno quattro, una per ogni regione coinvolta dal terremoto, ma con un’unica centrale di committenza dei lavori, controllata direttamente dall’Autorità anticorruzione di Raffaele Cantone
Intanto la Protezione Civile ha stimato che nelle tende dei campi di accoglienza allestiti dopo il terremoto ci siano ormai meno di 300 persone. L’assistenza diretta riguarda circa 1360 persone ospitate in varie strutture, e si sta lavorando per trasferire chi è ancora nelle tende, considerato che nelle località per lo più montuose del terremoto si sono raggiunti i 4 °C di notte. 
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