Bersani 'scettico' manda Cuperlo in commissione Italicum per "votare No"

12 ottobre 2016 ore 13:34, Americo Mascarucci
La minoranza Dem risponde all'appello del segretario Matteo Renzi indicando Gianni Cuperlo nella commissione del Pd deputata a lavorare alle modifiche della legge elettorale. 
Una nomina che tuttavia non sembra scongiurare il rischio di un sempre più convinto No della minoranza al referendum costituzionale.
Dopo il No di Massimo d'Alema arriva quello altrettanto pesante di Pierluigi Bersani che tuttavia nega di voler creare appositi comitati, come fatto dall'ex segretario Ds.
E nel mettere in evidenza come il No al referendum sia un'eventualità altamente probabile, Bersani esclude tuttavia di voler creare una scissione all'interno del Partito Democratico.
"Solo se la Pinotti schiera l'esercito mi si potrà far fuori dal mio partito: il Pd è casa mia" ha detto l'ex segretario Pd smentendo per l'ennesima volta l'ipotesi della scissione.
E Renzi ha rilanciato: "Io rispetto tutti, ho fatto, contro la mia natura, anche una proposta di mediazione ulteriore sull'Italicum".
Peccato che la minoranza Dem non si fidi e chieda che le modifiche arrivino prima del 4 dicembre.
Anche da questo punto di vista Renzi è categorico: "Va tutto bene ma se non si fidano fanno bene a votare No". 
La minoranza Dem chiede innanzitutto l'eliminazione del secondo turno, punto su cui l'accordo appare molto difficile.

Bersani 'scettico' manda Cuperlo in commissione Italicum per 'votare No'
Il Pd ha costituito un'apposita commissione per studiare modifiche alla legge elettorale.
"Una commissione non si nega a nessuno, ma se si tira dritto - aggiunge Bersani - non si tirerà dritto con il mio Sì, si tirerà dritto con il mio No". 
Però il No al referendum non comporterebbe automaticamente un rischio scissione. Bersani non ne è convinto. 
"La richiesta di cambiare l'Italicum non nasce adesso. E nel Pd in merito alle questioni costituzionali non esiste alcuna disciplina o vincolo". 
E se il pensiero di Bersani non fosse abbastanza chiaro ci pensa Roberto Speranza a chiarirlo meglio: 
"La si può pensare diversamente sul referendum ma per me la scissione non esiste": 
E per Bersani l'eventuale vittoria del No non sarebbe "né un cataclisma, né una sorta di giudizio di Dio".
Per Bersani forse no, ma per Renzi?
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