Cartelle Equitalia verso la rottamazione a ‘solo’ 3% di interesse

12 ottobre 2016 ore 13:44, Luca Lippi
Padoan sta cercando di chiudere le voci di spesa per tempo (entro sabato la Legge di Stabilità deve essere confezionata per il 20 ottobre, pronta per essere illustrata alle Camere.
Attrae l’attenzione la proposta di condono fiscale avanzata dal viceministro dell’economia Enrico Zanetti, da inserire nella Legge di Stabilità.
Non sono ancora ufficiali le modalità, ma di sicuro una sorta di rottamazione delle cartelle Equitalia dovrebbe essere operato per diversi motivi, uno fra tutti l’urgenza di assicurarsi delle disponibilità liquide piuttosto urgenti.
-Di cosa si tratta?
Il viceministro dell’Economia Zanetti ha spiegato che il condono fiscale non è un vero e proprio condono, ma un aiuto per regolarizzare l’evasione fiscale e il meccanismo è simile a quello del Voluntary Disclosure.
In sostanza, il condono è da “vedere” come una specie di sanatoria da applicare sulle somme evase. Il mini-condono è, così come ha definito lo stesso Zanetti:
“Una rottamazione delle cartelle esattoriali che prevede il pagamento intero dell’imposta”.
Tuttavia Zanetti precisa: “In presenza di sanzioni e interessi di mora assolutamente sproporzionati, che spesso portano queste cartelle al doppio o al triplo, queste vengono dafalcate”.

Cartelle Equitalia verso la rottamazione a ‘solo’ 3% di interesse

In origine, il più tenace oppositore alla proposta è stato proprio Padoan, per certi aspetti presta il fianco alle critiche della Commissione Europea che sulle politiche fiscali del nostro Paese presta un’attenzione particolare senza lesinare reiterate critiche.
Tuttavia Zanetti ha replicato alle critiche affermando che la rottamazione delle cartelle Equitalia è “un provvedimento forte ma fisiologico”, ricordando che questa misura è assolutamente conveniente viste le stime delle entrate che si aggirano intorno a 2 miliardi.
-Per l'Upb, la cifra sarebbe solamente un miliardo.
Per chi pensasse che il condono, o rottamazione, sia un modo per partorire semplicemente un topolino (due miliardi sembrerebbero una cifra piuttosto esigua rispetto al gran parlare di evasione che si produce quotidianamente sui media da anni) ecco l’analisi dell’ufficio Parlamentare di Bilancio sulla questione proprio in relazione alla proposta del viceministro Zanetti.
La relazione spiega che il “magazzino” di Equitalia (che comprende tutti i carichi affidati all’agente della riscossione dal primo gennaio del 2000 fino al 31 dicembre del 2015), ammonta a 1.058 miliardi di euro.
In pratica una somma pari a circa la metà del debito pubblico italiano. Il 20,5% di questi carichi, tuttavia, è già stato annullato dagli enti creditori. Dei restanti 841 miliardi di euro, un terzo vengono ritenuti di difficile riscossione per vari motivi: o perché i debitori del Fisco sono falliti, o perché sono morti, o ancora perché sono nullatenenti. Per altri 314 miliardi poi, Equitalia ha già tentato, invano, delle azioni esecutive. Dunque, al netto di altri 25 miliardi di euro di rate per riscossioni dilazionate e di 81 miliardi di riscosso, il «magazzino residuo» si riduce a 85 miliardi di euro, di cui 34 miliardi non sono “lavorabili” da Equitalia perché inferiori ai limiti legali per le azioni cautelari ed esecutive. La rottamazione delle cartelle, insomma, sarebbe applicabile a “soli” 51 miliardi di euro, il 5% del totale lordo, comprensivo cioè di interessi e sanzioni. 
-Ora è ben disposto alla rottamazione anche Padoan
Le nuove norme messe a punto dal vice ministro dell’Economia Enrico Zanetti, sono diverse dal quelle che entrarono nei condoni del governo Berlusconi. 
La proposta prevede che ad essere estinti potranno essere tutti i carichi pendenti con Equitalia al 31 dicembre del 2015. 
Per azzerarli, tuttavia, sarà necessario pagare tutti i tributi (o i contributi) iscritti a ruolo, maggiorati dei soli interessi legali. 
A questi, però, andrà sommata anche una cifra pari al 3% di quanto iscritto a ruolo, inclusi gli interessi di mora, a titolo di remunerazione forfetaria per la stessa Equitalia.
A queste condizioni Padoan sarebbe ben disposto.
-Come si potrà aderire alla rottamazione?
Il pagamento potrà avvenire in un’unica soluzione, oppure in tre rate, la prima delle quali dovrà essere corrisposta entro 30 giorni dall’accettazione dell’istanza. Le altre due rate potranno essere saldate dopo 12 e 24 mesi dal pagamento della prima. La rottamazione si applicherà, nel caso in cui la norma dovesse entrare nella manovra, anche ai debiti oggetto di rateizzazione in corso o anche decaduta. In questo caso, la definizione sarà effettuata sul debito residuo. Per saldare il debito con l’agente della riscossione, si potranno utilizzare eventuali crediti fiscali. Ma c’è anche un’altra novità. Nell’articolato delle norme è prevista la possibilità di pagare quanto dovuto anche utilizzando eventuali crediti commerciali nei confronti della Pubblica amministrazione. 

autore / Luca Lippi
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