Utero in affitto, Adinolfi: “Cambia tutto con la decisione del Consiglio d'Europa”

12 ottobre 2016 ore 14:03, intelligo

a cura di Stefano Ursi

L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha bocciato con 83 no e 77 si il cosiddetto rapporto De Sutter, contenente al suo interno cenni alla maternità surrogata. Non è peraltro il primo pronunciamento europeo sulla questione, infatti già il 21 Settembre scorso la Commissione Salute del Consiglio d'Europa pratica aveva dichiarato la pratica “da proibire perché è violazione della dignità umana e comporta il rischio di ridurre i bambini ad una merce”. Su questo IntelligoNews ha sentito Mario Adinolfi, direttore de La Croce Quotidiano e leader del Popolo della Famiglia.


Come commenta la notizia della bocciatura del rapporto De Sutter?

“E' la terza votazione da marzo in Assemblea, una sorta di pietra tombale sulla vicenda. Un fatto importante perché finisce nel nulla la straordinaria mobilitazione di Sergio Lo Giudice che aveva, a questo punto invano, tentato di influenzare la delegazione parlamentare italiana, tra cui molti esponenti del PD, che non ha inteso ascoltare le ragioni di quella mobilitazione. Fattore decisivo a mio parere perché guardando i numeri ci si accorge dell'importanza della delegazione italiana, la quale votando sì avrebbe rovesciato l'esito. Una vittoria dal profilo sì europeo ma anche italiano. Varrebbe poi la pena sottolineare l'importanza del voto relativamente al conflitto d'interesse che la Sutter porta con sé, essendo consulente di alcune cliniche dove si pratica la maternità surrogata e dunque in questo senso l'esito della consultazione appare ancora più significativo. La doppia sconfitta di Lo Giudice e della Sutter io credo sia da rimarcare con grande forza”.


Utero in affitto, Adinolfi: “Cambia tutto con la decisione del Consiglio d'Europa”
Non teme che possa trattarsi di una scelta derivante non tanto da una comunione di idee ma quanto di una scelta strategica basata sull'impreparazione dell'opinione pubblica?


“Non credo. A me pare chiaro che su questa faccenda l'opinione pubblica abbia ormai manifestato un orientamento contrario, nonostante alcuni si affannino ancora ad etichettarla come 'di stampo cattolico': in realtà quanto fatto in questi anni con La Croce e la raccolta firme oltre alle varie mobilitazioni ha avuto come obiettivo l'apertura di un dialogo con tutti e appare piuttosto evidente come questa convinzione sia preponderante, passando dalla parte più ragionevole del mondo femminista e arrivando a molte donne di associazioni Lgbt qui in Italia che hanno firmato un documento contro la maternità surrogata. La decisione del Consiglio d'Europa sancisce, anche in questo senso e sulla scorta di questa evoluzione, un pronunciamento continentale fondamentale e spiega ulteriormente perchè in 200 Paesi, fra cui l'Italia, questa pratica sia vietata. E il prossimo obiettivo su cui vogliamo ora lavorare è il divieto a livello mondiale, puntando sugli otto Paesi in cui questa pratica ancora non è totalmente vietata.”


In questi minuti arriva la decisione della Cassazione di rinviare alla Prima Sezione Civile la decisione sulla stepchild adoption di una coppia di uomini sposati all'estero. Allora le chiedo se per l'Europa si tratta di una violazione della dignità umana, ritiene che anche la giustizia italiana si muoverà in futuro in linea con la pronuncia del Consiglio?


Spero che nella giustizia italiana prevalga la riflessione su questo tema, cosa su cui io ho spesso battuto il tasto. Ovviamente il passo decisivo è politico e starà nel convincere la sinistra italiana a prendere una posizione netta contro la pratica della maternità surrogata, onde mettere al bando questo modello dal consesso civile: non si può comprare un bambino, non si può far leva sulla condizione di bisogno di una donna, non si può trasformare la maternità in una transazione di tipo commerciale. La decisione del Consiglio d'Europa ci permette di fare un ulteriore passo in avanti”.

autore / intelligo
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