Che fine ha fatto Anthony Hopkins?

12 ottobre 2016 ore 16:48, intelligo
di Anna Paratore

“Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera. Addio.” Finisce con questa frase uno dei film più famosi e intriganti di un attore con la A maiuscola, un artista di cinema e teatro che durante la sua lunga carriera stracolma di successi e premi, ha saputo interpretare ogni parte sempre con la solita, magistrale capacità.
Philip Anthony Hopkins nasce a Margam – pittoresco paesino del Galles che conta 2400 anime – il 31 dicembre del 1937. La sua è una famiglia modesta, con papà e mamma che gestiscono una panetteria locale, e la figura incombente di un nonno “padrone” che è il vero capofamiglia e spaventa e intimorisce il piccolo Anthony, che per questo cresce introverso e con una leggera forma di dislessia che lo rende uno studente poco propenso all’apprendimento scolastico e spesso con un comportamento che lo mette nei guai.  L’unica cosa che sembra piacergli davvero, è la recitazione, e Anthony se ne accorge quando più per una casualità che per altro, si ritrova a recitare in una compagnia di studenti messa su per gioco.    In seguito viene accettato al Welsh College of Music and Drama, grazie anche al suo talento nel suonare il pianoforte, ma solo dopo due anni deve mollare tutto e partire per il servizio militare obbligatorio.  Esaurita la ferma, dopo il congedo si unisce alla Manchester Library Theatre e alla Nottingham Repertory Company rispettivamente in qualità di assistente e in seguito di attore. Poi finalmente viene accettato nella Royal Academy of
Che fine ha fatto Anthony Hopkins?
Dramatic Arts. Termina gli studi ed entra a far parte di varie compagnie teatrali, fino alla fatidica svolta: l'audizione del 1965 presso il celeberrimo National Theatre, diretto da Sir Laurence Olivier.              
Il Nationl Theatre, non è sbagliato dirlo, è una sorta di spartiacque nella carriera di Hopkins quando viene chiamato a sostituire lo stesso Sir Laurence Olivier in Danza di morte di August Stindberg. Lì, il suo talento viene inevitabilmente fuori, ed è un talento completo, a tutto tondo, capace di far calare Anthony in qualsiasi personaggio e di dargli corpo e anima. L’attore debutta nel ruolo di Riccardo Cuor di Leone in uno dei film più belli di sempre – e purtroppo un po’ dimenticati – Il leone d’inverno, al fianco di uno strepitoso Peter O’Toole e un’impareggiabile Katharine Hepburn. La pellicola guadagna sette nomination all’Oscar che, alla fine, gli valgono 3 statuette di cui una va a Katharine Hepburn che interpreta Eleonora d’Aquitania. Hopkins non è tra i nominati né tra i vincitori, ma si rifà quando ottiene il riconoscimento della British Academy Film Award che lo nomina come miglior attore non protagonista. Dal quel momento in poi riceve valanghe di offerte di lavoro anche da Broadway  e comincia a dividersi tra Inghilterra e America: una vita faticosa, sempre in viaggio, ma densa di soddisfazioni.  Soddisfazioni, però, che non contemplano per molti anni anche la notorietà presso il grande pubblico, quello che non frequenta i teatri di Broadway. Tutto cambia nel 1991 quando viene chiamato ad interpretare una pellicola di Jonathan Demme tratta da un romanzo di successo di Thomas Harris: Il silenzio degli innocenti.  Si tratta di un thriller sanguinoso e violento che vede Hopkins nella parte di uno psicopatico assassino uso a cibarsi delle sue vittime, il dottor Hannibal Lecter. Per l’interpretazione, l’attore vince il premio Oscar e interpreterà anche due successivi sequel  in cui compare il dottor Lecter. Una curiosità: nel primo film Hopkins recita solo per 16 minuti, ma tanto gli basta per vincere l’Oscar.  

C’è poi un altro grande successo di botteghino, Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola. Hopkins interpreta la parte del professor Abraham Van Helsing. A questo punto, però, la carriera di Hopkins è talmente lanciata che ogni suo film è più o meno un successo, da  Quel che resta del giorno accanto a Emma Thompson a Vento di Passione, con Brad Pitt, e ancora Surviving Picasso. Tra le altre significative interpretazioni vi sono John Quincy Adams in Amistad (1997) di Steven Spielberg (quarta candidatura all'Oscar), Diego De La Vega ne La maschera di Zorro (1998) e William Parrish in Vi presento Joe Black (1998), dove torna a lavorare con Brad Pitt. Negli anni duemila partecipa in ruoli secondari ai film Mission Impossible II (2000) al fianco di Tom Cruise, Alexander (2004) con Colin Farrell e Angelina Jolie, Tutti gli uomini del re (2007) insieme a Jude Law e Sean Penn, mentre recita da protagonista in Indian - La grande sfida (2005), Il caso Thomas Crawford (2007), Quella sera dorata (2009); nel 2007 scrive dirige e interpreta Slipstream - Nella mente oscura di H.. Da segnalare anche Il rito e Thor (2011) di Kenneth Branagh. Nel 2012 ha interpretato Alfred Hitchcock nel film biografico Hitchcock, mentre l'anno dopo recita in Red 2 e riprende il ruolo di Odino in Thor: The Dark World.
Ma se nella carriera Anthony Hopkins è quanto meno travolgente vista la capacità lavorativa e la varietà delle parti che è in grado di affrontare, anche nella vita privata non si può dire che sia un pigro. Sposato per ben tre volte, ha una figlia, Abigail nata nel 1968 dal primo matrimonio con Petronella Barker. In seguito nel 1973 era convolato a nozze con Jennifer Lynton con la quale  ha divorziato nel 2002 per risposarsi, nel 2003 con Stella Arroyave, attrice e produttrice americani.  Inoltre, anche Anthony Hopkins, come Laurence Oliver che segnò l’inizio della sua carriera, è stato insignito del titolo di Knights Bachelor e si può quindi fregiare del titolo di Sir, anche se poi, addolorando i suoi fan gallesi, nel 2000 ha accettato la cittadinanza statunitense. Vegetariano convinto, Anthony è anche un fervente sostenitore delle cause dell’ambientalismo, nonché membro di spicco di Greenpeace. Attualmente, è anche dirigente dell’organizzazione benefica Rehabilitaton for Addicter Prisoners Trust.

autore / intelligo
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