Addio falsi miti: l'acqua fa bene se non troppa. Sorsi consigliati

12 ottobre 2016 ore 23:08, Andrea Barcariol
Addio ai famosi 8 bicchieri d'acqua al giorno per stare bene. Uno studio diretto dai ricercatori della Monash University ha rivelato, per la prima volta, il meccanismo che regola il consumo dei fluidi nel corpo umano. La ricerca dimostra che uno 'stop alla deglutizione' viene attivato dal cervello dopo che sono stati bevuti troppi liquidi, per aiutare a mantenere un attento equilibrio dei volumi di acqua nell'organismo. "Se facciamo quello che ci chiede il nostro corpo - spiega Michael Farrell della Monash University - probabilmente facciamo bene". Il consiglio è quello di "bere in base alla sete piuttosto che rispettare uno schema elaborato". I ricercatori hanno chiesto ai partecipanti di giudicare lo sforzo necessario per bere in due diverse condizioni: dopo l'attività fisica quando erano assetati, e più tardi, quando erano convinti di aver bevuto troppa acqua. "Ci sono stati casi in cui gli atleti nelle maratone si sono caricati d'acqua e sono morti, perché hanno pedissequamente seguito l'indicazione di bere determinate quantità d'acqua, che si sono rivelate di gran lunga superiori a quelle di cui avevano bisogno", spiega Farrell (A riguardo uno studio del 2005, pubblicato sul New England Journal of Medicine ha calcolato che circa un sesto dei maratoneti che avevano gareggiato a Boston aveva sviluppato un grado di iponatremia, ovvero eccessiva diluizione del sangue, causata dall'assunzione di troppo acqua). Il rischio è quello di iponatriemia o intossicazione d'acqua, un disturbo elettrolitico in cui la concentrazione del sodio nel plasma è più bassa del normale, cosa che provoca sintomi che vanno da letargia e nausea a convulsioni e coma.

Addio falsi miti: l'acqua fa bene se non troppa. Sorsi consigliati
Durante le due fasi dell'esperimento, gli esperti hanno anche analizzato l'attività cerebrale dei partecipanti, che sono stati sottoposti a una risonanza magnetica funzionale. L'indagine ha evidenziato che quando i soggetti si sforzavano di bere, la corteccia prefrontale destra del cervello era molto più attiva. Secondo gli studiosi, questo suggerisce che il “dispositivo inibitorio” potrebbe dunque essere collocato proprio in quest'area cerebrale. A loro avviso, le persone dovrebbero seguire le indicazioni provenienti dal proprio organismo, non assumere una quantità prefissata d'acqua al giorno. Farrell però ha voluto sottolineare che che gli anziani spesso non bevono a sufficienza e dovrebbero invece controllare l'introito di fluidi. La ricerca è stata condotta in collaborazione con Florey Institute of Neuroscience and Mental Health, University of Melbourne e Baker Idi & Diabetes Heart Institute.


 


 



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