Matrimoni in Francia. Lesbo al sindaco: o mi sposi o ti rovino

12 settembre 2013 ore 11:56, intelligo
Matrimoni in Francia. Lesbo al sindaco: o mi sposi o ti rovino
di Andrea De Angelis A Bollen, nel sud della Francia, è stato celebrato un matrimonio tra due donne. Apparentemente nulla di eccezionale, vista la Legge in vigore nello Stato da pochi mesi che prevede matrimoni tra persone di sesso uguale o diverso. Nel piccolo centro di quattordicimila abitanti, però, la prima cittadina, Marie Claude Bompard, si era rifiutata di celebrare l'unione perché in contrasto con i valori politici che persegue (milita da oltre trent'anni nel Front National di Marine Le Pen) e con la sua coscienza. Elementi, però, che poco contano dinanzi la Legge, almeno così le è stato suggerito da chi temeva potesse cadere in guai giudiziari. Il sindaco allora ha dichiarato pubblicamente che, pur rispettando tutti, non poteva per la religione in cui crede celebrare tale matrimonio. Angelique e Amadine allora, desiderose di sposarsi nel luogo che ha dato loro i natali, hanno chiesto al sindaco di delegare ad altri tale compito, ricevendo un secco no dalla Bompard. A quel punto la coppia lesbo si è rivolta alle autorità giudiziarie, e per il sindaco è arrivato l'ammonimento definitivo: o si celebra il matrimonio, o il rischio è di una condanna per discriminazione con una pena di cinque anni di carcere. Il matrimonio è così stato celebrato da un assessore del Comune, con tanto di bouquet offerto alle spose. Con buona pace del sindaco e di chi, come lei, continuerà a trovarsi dinanzi alla propria coscienza che, almeno in Francia, non può lasciare spazio ad obiezioni.      
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