Gesù stava con le prostitute ma si convertivano (e non cambiavano sesso), caro Don Giuseppe

12 settembre 2014 ore 9:57, Americo Mascarucci
Gesù stava con le prostitute ma si convertivano (e non cambiavano sesso), caro Don Giuseppe
Caro don Giuseppe Cestone,
ha scelto di benedire l’unione di un transessuale e della sua compagna, ma è una scelta e se la vedrà con il suo diretto superiore, il vescovo diocesano. Per favore però, non chiami in causa nostro signore Gesù Cristo per giustificare un comportamento discutibile, inopportuno e censurabile sotto ogni punto di vista. Don Giuseppe, parroco in Irpinia, ha scritto una lettera pubblicata dal quotidiano La Repubblica per spiegare il motivo che l'ha spinto a benedire l'unione fra un meccanico diventato donna e la sua compagna, che ha deciso di restargli fedele nonostante il cambio di sesso. Lo ha fatto richiamandosi al Vangelo e a singoli episodi della vita di Gesù. Il Gesù che, senza preoccuparsi di scandalizzare i benpensanti dell’epoca, scribi e farisei, non disdegnava di frequentare i reietti della società, i pubblicani, i ladri, le prostitute, essendo loro i primi destinatari del messaggio di salvezza. E così lui ha visto Gesù accanto a quella coppia, maturando una certezza; anche Gesù avrebbe benedetto la loro unione sfidando i benpensanti di oggi, perchè in quella coppia unita dall’amore, un amore diverso, particolare, ma sempre amore, c'è la sofferenza dell'incomprensione degli altri e il disagio dell’emarginazione. Caro don Giuseppe, ma che si va inventando? E' vero che Gesù avvicinava i ladri, i malfattori, le prostitute, ma poi questi cambiavano vita (non sesso) attratti dal messaggio salvifico. Alla donna adultera salvata dalla lapidazione non ha detto "Vai e continua a vivere come hai sempre vissuto perché ciò è giusto" bensì "vai e non peccare più"; così come il pubblicano davanti a Gesù si è impegnato a restituire le ricchezze guadagnate illecitamente dopo aver fatto mea culpa e aver riconosciuto i propri errori. E allora non confondiamo il diavolo con l'acqua santa per favore!!!!La questione delle nozze gay o trans come in questo caso, non c'entra niente con il Vangelo, perché un conto è accogliere e non discriminare, un altro è soddisfare un desiderio che va contro le norme del diritto canonico. Quello di don Cestone non è il primo caso e non sarà l'ultimo, in passato ci aveva già provato don Alessandro Santoro, il parroco del quartiere Le Piagge di Firenze, a celebrare le nozze di un transessuale, subito invalidate dall'arcivescovo Betori. Però un conto è sostenere una posizione ideologica, altra cosa è voler legittimare un simile comportamento con la pretesa addirittura di immedesimarsi in una sorta di Gesù del terzo millennio e affermare che: "Se Gesù tornasse sulla terra oggi sarebbe lì, sosterrebbe tizio, darebbe ragione a caio e torto a sempronio" laddove il sempronio di turno è sempre la Chiesa con le sue gerarchie, colpevoli di difendere principi irrinunciabili che trovano fondamento nella dottrina cattolica. Una tesi pericolosa, che punta a distinguere Gesù dalla Chiesa, facendo passare il messaggio che questa sia addirittura in contrasto con il Vangelo. Quando in realtà Gesù continua a vivere, ed il suo messaggio ad essere tramandato nei secoli, proprio grazie alla Chiesa che di Gesù è figlia nella successione apostolica. Anche l'ideologia transgender c'è chi vorrebbe farla diventare una realtà con cui obbligare la Chiesa a confrontarsi, aprendola a realtà finora considerate tabù. L'abolizione della differenza di genere è l'ultima battaglia del “califfato relativista”, per favorire il superamento definitivo del concetto di famiglia fondata sul matrimonio a vantaggio di una pluralità di unioni cui riconoscere uguali dignità e diritti. Ci mancava soltanto che qualcuno arrivasse a sostenere che Gesù Cristo stesso oggi lavorerebbe in tale direzione. Con un po’ di pazienza si è arrivati anche a questo!
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