La battaglia di Fitto al Cavaliere senza primarie passa per i conti in Rossi

12 settembre 2014 ore 14:19, intelligo
La battaglia di Fitto al Cavaliere senza primarie passa per i conti in Rossi
Qualcosa si è rotto ai piani alti di Forza Italia. Il problema non è più tanto e solo le primarie sì o no perchè a giudicare dalle polemiche post-riunione convocata dalla tesoriera del partito, la senatrice Maria Rosaria Rossi, sui conti che non tornano, c’è qualcosa di più e di diverso.
La senatrice, incaricata da Berlusconi di far quadrare i bilanci in rosso, è intenzionata a raggiungere l’obiettivo a tutti i costi. Ma deve fare i conti – è il caso di dirlo – con numerosi parlamentari nazionali ed europei che ancora non hanno versato nelle casse del partito quanto dovuto, statuto alla mano: ottocento euro al mese. E così, di parlamentare in parlamentare “moroso”, nella riunione convocata ad hoc la battagliera senatrice berlusconiana di ferro ha palesato la sua strategia. Due lettere, la prima con una sollecitazione; la seconda con una sorta di aut aut. Della serie: o versi quanto devi oppure niente seggio. Linea dura, insomma che non è piaciuta a Raffaele Fitto, europarlamentare impegnato nella battaglia per il rinnovamento del partito, a cominciare dalle primarie. Così, l’ex governatore della Puglia ed ex ministro berlusconiano non ha perso tempo e sul sui blog ha scritto parole di fuoco: “Lascia allibiti il fatto che il presidente Berlusconi possa consentire alla senatrice Rossi di distribuire, controllare, rilasciare o ritirare 'patenti' sulla legittimità dello stare nel partito, e sulla correttezza o meno delle opinioni e delle tesi politiche altrui” scrive Fitto per il quale “né la senatrice Rossi né altri, in un movimento liberale, possano anche solo lasciar intendere nulla di simile. Così come ritengo che né la senatrice Rossi né altri abbiano titoli o legittimazione tecnico-giuridica e statutaria nonché politica per ipotizzare cose di questo genere”. La chiosa descrive il malessere dentro il partito: “Credo che sia sempre più forte il disagio di tanti colleghi parlamentari, di amministratori, iscritti e militanti, per un metodo che addolora e lascia perplessi. E lo dice – sia ben chiaro – chi, come me, ha sempre ritenuto e ritiene che Forza Italia sia stata, sia e sarà ancora anche casa propria”. La polemica è di quelle destinate a non cadere nel vuoto.
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