L'Alzheimer è contagioso, scoperte ipofisi contaminate

12 settembre 2015, Americo Mascarucci
L’Alzheimer come la malattia di Creutzfeldt-Jakob (Cjd), venuta alla luce ai tempi della mucca pazza? Potrebbe essere stata causata da particolari procedure mediche, ovvero dalla somministrazione dell'ormone della crescita estratto da cadavere e contaminato con le proteine responsabili della malattia? 

L'Alzheimer è contagioso, scoperte ipofisi contaminate
Pare che in sei individui la causa potrebbe essere stata proprio questa.  E’ quanto emerso da uno studio condotto da un team di ricercatori dell'University College di Londra, guidati da John Collinge che hanno osservato i cambiamenti tipici dell'Alzheimer, come la presenza di placche della proteina beta-amiloide nel cervello e nelle pareti dei vasi sanguigni, in otto persone morte per la malattia di Creutzfeldt-Jakob. Tutte in passato erano state trattate con l'ormone della crescita estratto dall'ipofisi di persone decedute e contaminato con le proteine (prioni) responsabili dell’Alzheimer. Il ricorso all'ormone della crescita prelevato dall'ipofisi di cadaveri è stato molto comune in Gran Bretagna, nel periodo compreso fra il 1958 e 1985.

Anche gli otto individui analizzati dai ricercatori britannici sono morti per la malattia di Creutzfeldt-Jakob causata dall'ormone della crescita estratto dall'ipofisi di cadaveri e in sei casi l'autopsia ha rivelato che nel cervello erano presenti i segni tipici della malattia di Alzheimer, ossia le placche della proteina beta-amiloide. A rendere ancora più singolare la scoperta è il fatto che i sei individui erano relativamente giovani (fra 36 e 51 anni) per essere colpiti dall'Alzheimer.

L'ipotesi è che le ipofisi dalle quali era stato estratto l'ormone della crescita fossero state contaminate anche con tracce di proteina beta-amiloide e che queste possano avere prodotto nel cervello le placche tipiche dell'Alzheimer. Insomma, i ricercatori sono giunti ad una conclusione ancora tutta da dimostrare ma che al momento appare tutt’altro che infondata;  ossia che le persone sane trattate in passato con l'ormone della crescita estratto da cadaveri e contaminato potrebbero essere soggette al rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer durante l'invecchiamento. Non ci sono invece indicazioni, sottolineano gli autori della ricerca, che l'Alzheimer possa essere trasmesso in circostanze normali. 

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