M5S, di Maio il pupillo ma Fico frena. Grillo: "Decide la rete"

12 settembre 2015, Americo Mascarucci
Si sa, quando in un movimento politico qualcuno ambisce a diventare il “primo della classe” e sembra destinato a superare gli altri, suscita inevitabilmente ostilità e diffidenza da parte dei colleghi. 

E’ accaduto nei più grandi partiti della storia, italiana e non, e neanche il Movimento 5Stelle, che oggi rappresenta un “grande partito” in termini di consensi elettorali, può sfuggire a questa regola. E così ecco che, improvvisamente, si è iniziato a parlare di leadership politica, visto che ormai appare a tutti chiaro come Beppe Grillo intenda mantenere il ruolo di “guida spirituale” del Movimento ma non sia interessato in alcun modo ad aspirare ad incarichi politici. Il leader politico più accreditato sembrerebbe essere Luigi Di Maio, il volto istituzionale dei 5Stelle, in quanto vicepresidente della Camera dei Deputati; potremmo anche definirlo il “volto rassicurante” dei grillini, il moderato che sa dire quel che pensa senza eccedere troppo nell’estremismo grillino; un leader in ascesa che sembrerebbe piacere anche alla base, ossia ai tanti elettori che stanno tornando a dare fiducia ai penta stellati. 

Secondo i rumor Di Maio sarebbe gradito in primo luogo a Grillo, che in più occasioni avrebbe manifestato un forte apprezzamento per il vice di Laura Boldrini, fino a far sorgere il legittimo sospetto che, dietro le quinte, lo abbia già incoronato.

«Il leader è il Movimento. Di Maio è come tutti gli altri - ha rimarcato Roberto Fico del direttorio 5Stelle uscendo da un incontro chiarificatore con lo stesso Grillo - è bravissimo, un talento naturale, ma ce ne sono tanti di bravissimi nel Movimento. Io rimango sorpreso da come una semplice battuta di Beppe diventi titolo su tutti i giornali». Il riferimento è a quel “Maledetto, sei tu il leader”, riferito a Di Maio, che secondo i grillini più ostili al vice di Montecitorio sarebbe poco più di una battuta, mentre i commentatori più addentrati nelle cose del Movimento l’hanno interpretata come un’autentica investitura. 

“Non ci sarà nessuna incoronazione – assicura Roberta Lombardi - non è nello spirito del Movimento. Noi abbiamo metodi differenti per scegliere i nostri esponenti di prima linea». 

«Lo spirito di Beppe, la sua ironia e quella del Movimento - ha spiegato la Lombardi, in prima linea per l’organizzazione della festa grillina di Imola - non vengono colti, così da una battuta nascono scenari e retroscena impensabili per tutti noi, Di Maio compreso». Insomma, non è certo un bel biglietto da visita per Di Maio questa corsa alla smentita dei suoi colleghi (anche su Facebook deputati e senatori si sono affrettati a definire una bufala la notizia dell’investitura).

Può darsi pure che quella di Grillo sia stata effettivamente una battuta e che non vi sia nessuna effettiva volontà di incoronare Di Maio leader. Certo è, che se l’ex comico intendeva spianare la strada al suo presunto “pupillo”, al momento sembrerebbe aver ottenuto l’effetto opposto; quello cioè di bruciarlo politicamente, rendendo tutta in salita l’eventuale scalata agli alti vertici dei 5Stelle.
Ma è Grillo a calmare le acque: "Scegliere la rete".
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