Hillary Clinton, Giulietto Chiesa: "Numerosi sintomi già da tempo. Con Sanders vince Trump"

12 settembre 2016 ore 10:49, Andrea De Angelis
Sta male? Sì, no, forse. Poi, ieri, la diagnosi: "Polmonite". Ma c'è chi ritiene essere molto più grave il problema di salute di Hillary Clinton, a poche settimane ormai dal voto con il quale gli americani decideranno chi sarà, dopo otto anni, l'erede di Barack Obama alla Casa Bianca. Quali dunque gli scenari? Si può ipotizzare un cambio in corsa? IntelligoNews ne ha parlato con il giornalista e scrittore Giulietto Chiesa...

Si tratta, dunque, di una polmonite. Ma c'è chi sospetta che sia altro e si moltiplicano le ipotesi. Lei che idea si è fatto? E cosa comporterebbe una situazione di salute ancora più precaria della candidata democratica per il partito e il Paese americano?
"Non mi chieda di dare consigli agli Stati Uniti (ride, ndr). Rispondendo alla prima domanda, i sintomi che la signora non stava bene sono stati numerosi. Seguo sistematicamente attraverso YouTube ciò  che viene pubblicato, ci sono stati numerosi episodi in cui la signora non riusciva a parlare, o aveva reazioni strane dal punto di vista dei gesti e delle espressioni facciali. In un comizio non riuscì a prendere la parola, tossendo per minuti interi, lasciando tutti esterrefatti. L'episodio di oggi dimostra che non ha una salute ottima, se fossi un americano mi porrei il problema di eleggere una Presidente in queste condizioni. Sì, qualche dubbio lo avrei. Venendo alla seconda domanda, questa situazione si sta trasformando in una tragedia per gli Stati Uniti...".

Per quale motivo?
"Perché le circostanze della storia hanno portato ad avere due candidati su cui tutto il mondo si interroga con legittima inquietudine. Nè uno né l'altro sembrano in grado di guidare la superportenza del pianeta. Superpotenza armata, decisiva per le sorti del mondo intero e in primo luogo dell'Occidente". 

Proviamo ad ipotizzare uno scenario alternativo, magari qualcuno lo considererà fantapolitica. Hillary Clinton si ritira: al suo posto va Sanders oppure si torna a votare per il candidato?
"Entrambe le ipotesi sono possibili, non mi risulta che ci siano precedenti di questo genere nella storia americana. L'ipotesi più attendibile è che venga nominato il numero due". 

Hillary Clinton, Giulietto Chiesa: 'Numerosi sintomi già da tempo. Con Sanders vince Trump'
Favorirebbe Trump un simile scenario?
"Secondo me sì. Un candidato tinteggiato di socialismo come Sanders avrebbe molte meno possibilità di vincere rispetto a Trump. Sanders avrebbe dietro di sé una parte minore del partito e in generale dell'opinione pubblica americana, allenata per due secoli ad odiare qualunque concetto che abbia a che fare con il socialismo".

C'è anche chi sottolinea come avere una persona non al 100% possa agevolare il partito, in quanto sarebbe facilmente eterodiretta. Davvero si candida qualcuno in difficoltà perché più manovrabile dal partito?
"Non credo, no. Da questo punto di vista la signora Clinton rappresenta perfettamente il Partito Democratico in questo momento, tutta sulla destra, nazionalista e imperiale. Come lo fu al tempo di Clinton. La svolta del marito ha continuato a dominare, Sanders è un'eccezione minoritaria. Pensare che una Clinton malata sia più controllabile è sbagliato, semmai è più debole. Lo è rispetto a tutte le eventualità che possono sorgere". 

La chiave di lettura di tutto ciò che sta accadendo potrebbe essere la bugia? Bill Clinton mentì all'epoca, mentre Hillary è già implicata nel cosiddetto caso "email-gate" e ora secondo alcuni starebbe facendo lo stesso rispetto alla sua salute. Una famiglia di bugiardi? Oppure è una forzatura?
"I politici bugiardi sono quasi la totalità. In genere nel mondo e in particolare negli Stati Uniti. Se dobbiamo guardare alla storia pensiamo a cosa fu Clinton, così come Reagan. Non è questa dunque la chiave di lettura. Il fatto fondamentale è che negli ultimi dieci, quindici anni gli Stati Uniti sono guidati da persone palesemente non controllabili dal punto di vista dell'affidabilità. Questo valeva per Clinton e vale anche per Obama che ha promesso tutto e non ha realizzato niente. Perchè dobbiamo prendercela con la famiglia Clinton? É il sistema democratico americano che non funziona"

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