La Catalogna cavalca il caos in Spagna e usa la Diada per il referendum

12 settembre 2016 ore 13:06, Americo Mascarucci
Domenica 11 settembre centinaia di migliaia di catalani si sono riuniti nelle principali strade di Barcellona e in altre città della Catalogna, comunità autonoma nord-orientale della Spagna, in occasione delle celebrazioni della Diada, la giornata nazionale in cui si commemora un episodio della Guerra di successione spagnola del 1714. C’erano bandiere, striscioni e magliette con i colori della bandiera catalana (il giallo e il rosso); e insieme ai tradizionali festeggiamenti della Diada, come avviene ormai da qualche anno, si è manifestato anche a sostegno dell’indipendenza della Catalogna dalla Spagna. 
Sicuramente si parla di centinaia di migliaia di persone che hanno partecipato ai cortei, con punte ipotetiche fino a 500mila: i dimostranti hanno portato con sé e sventolato con orgoglio le bandiere nazionali, alcuni dei quali anche con indosso abiti tradizionali catalani. 

Nel parlamento catalano c’è una maggioranza assoluta di deputati che apertamente sta lavorando per l'indipendenza dalla Spagna, così per la prima volta il presidente della Generalitat (la regione), Carles Puigdemont, ha preso parte alla manifestazione, rompendo una tradizionale neutralità del predecessore Artur Mas. 
Puigdemont è a favore dell’indipendenza e si sottoporrà a un voto di fiducia il prossimo 28 settembre per rafforzare la propria posizione: le due principali formazioni che compongono la maggioranza al Parlamento catalano si erano infatti divise lo scorso giugno sull'approvazione della legge di bilancio. Poi a fine luglio avevano votato insieme un documento che prevede la secessione della Catalogna dalla Spagna entro il 2017. 
Una risoluzione simile, con l’obiettivo di avviare formalmente il processo di indipendenza, era già stata votata nel novembre del 2015 dal Parlamento regionale appena eletto. Qualche giorno dopo, però, la Corte Costituzionale spagnola aveva accolto il ricorso del governo del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, aveva sospeso la risoluzione e aveva avvertito che i membri del governo catalano non avrebbero dovuto partecipare in futuro a qualsiasi altro tipo di iniziativa che ignorasse tale decisione. 
La Catalogna cavalca il caos in Spagna e usa la Diada per il referendum
La manifestazione è diventata un atto di appoggio ai politici locali, messi sotto accusa dai tribunali spagnoli per aver violate sentenze e leggi dello Stato. 
"Come da programma, mese più mese meno, la prossima estate la Catalogna sarà pronta con le strutture di un nuovo Stato - ha spiegato Puigdemont alla stampa estera - se la Spagna ci ascolta e offre un referendum saremo felicissimi, altrimenti andremo avanti per la nostra strada".  
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