Incubo febbre Dengue: casi a Firenze e Bologna. Profilassi

12 settembre 2016 ore 11:39, Luca Lippi
Dopo Zika, è ora la volta di Dengue un altro virus che sta facendo notizia. Anche questo virus viene trasmesso in seguito alla puntura di una zanzara infetta.
A Firenze è stato accertato un caso di un uomo proveniente da Borgo Pinti, ricoverato dopo aver mostrato i primi sintomi. Dopo l’accertamento che si trattasse del virus in questione si è proceduto con la profilassi.
Al primo caso se ne è aggiunto poi un secondo, sempre a Firenze, su ordinanza comunale si è passati alla disinfestazione dei due quartieri e di tutte le zone limitrofe frequentate dagli infetti.
Altro caso della settimana scorsa, la Direzione dell’Azienda USL di Modena informa che è stato diagnosticato un caso di Dengue in una persona residente a Modena, recentemente rientrata dalle Filippine, area in cui questa malattia è endemica. La persona è ricoverata al Policlinico di Modena, le sue condizioni di salute non destano preoccupazione. Il Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Asl, in collaborazione con il Comune di Modena, ha immediatamente attivato i protocolli del caso che prevedono interventi di disinfestazione nella zona di residenza della persona colpita dalla malattia.
L'incidenza della dengue è cresciuta molto rapidamente a partire dagli anni sessanta, con circa 50-100 milioni di persone infettate ogni anno, e risulta endemica in 110 paesi.

Incubo febbre Dengue: casi a Firenze e Bologna. Profilassi

La febbre di Dengue è una malattia virale trasmessa attraverso la puntura di zanzara e caratterizzata da febbre alta, forti dolori articolari e muscolari, dolore retrorbitario e rash cutaneo. 
Altro caso a Bologna, fonti locali hanno informato che è in corso la disinfestazione, come da specifico protocollo regionale, nell'area circostante la casa della persona colpita, a Bologna, per prevenire l'insorgenza di eventuali casi secondari. La zona di trattamento e' circoscritta tra via Paolo Bovi Campeggi, via Pellegrino Rossi, via Francesco Zanardi, via Luigi Tanari, via Pietro Inviti. La terapia è di tipo sintomatico e serve soprattutto a ridurre il dolore.
Si presenta con febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, oltre al caratteristico esantema simile a quello del morbillo. 
In una piccola percentuale dei casi si sviluppa una febbre emorragica pericolosa per la vita, con trombocitopenia, emorragie e perdita di liquidi, che può evolvere in shock circolatorio e morte. Non esistendo una vaccinazione efficace, la prevenzione si ottiene mediante l'eliminazione delle zanzare e del loro habitat, per limitare l'esposizione al rischio di trasmissione.
La terapia è di supporto e si basa sull'idratazione in caso di una forma lieve-moderata di malattia e, nei casi più gravi, sulla somministrazione endovenosa di liquidi e sull'emotrasfusione. La prima descrizione della malattia è del 1779 e la sua eziologia è stata dimostrata nei primi anni del XX secolo. 

autore / Luca Lippi
Luca Lippi
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