Hillary Clinton, Paolo Becchi secco: "Ve l'avevo detto: studiato a tavolino"

12 settembre 2016 ore 12:16, Americo Mascarucci
"Non è polmonite, la malattia della Clinton è molto più seria e grave ed è tutto studiato a tavolino".
Ne è convinto il filosofo Paolo Becchi fra i primi a denunciare il precario stato di salute della candidata democratica alla Casa Bianca. 
Ad Intelligonews Becchi rilancia i suoi sospetti, oggi avvalorati anche dall'attenzione che l'intero sistema dei mass-media sembra riservare alla presunta polmonite della signora Clinton.

Becchi, tutti parlano di polmonite, ma è davvero questa la causa del pessimo stato di salute di Hillary Clinton?

"Dello stato di salute della Clinton ho parlato nei giorni scorsi in un articolo pubblicato su Libero, scritto con Cesare Sacchetti. Articolo passato completamente inosservato, visto che fino ad oggi nessuno è sembrato accorgersi che la candidata democratica potrebbe non essere in perfetta salute. In quell'articolo, che è possibile rintracciare anche online, con una ricostruzione meticolosa abbiamo dimostrato che in realtà la Clinton potrebbe essere affetta da una malattia del sistema nervoso destinata a peggiorare. Abbiamo documentato come la stessa sia tenuta in piedi con l'ausilio di continue punture. Una malattia che potrebbe essere stata causata della caduta di qualche anno fa. Non sono un medico ma oggi è evidente come tutti parlino di polmonite per nascondere la verità, l'esistenza di una possibile malattia degenerativa e progressiva che potrebbe agevolare la vittoria di Donald Trump, il pericolo numero uno, il candidato da bloccare ad ogni costo".

Ma se la Clinton sarà eletta e le sue condizioni dovessero peggiorare, a quel punto cosa potrà accadere?

"Tutti puntano a far sì che la Clinton possa reggere fino alle elezioni e vincere per poi farla sostituire dal vicepresidente, persona che subentrerebbe di diritto come avvenuto già in altre circostanze. E’ la regola, quando il presidente muore o si ammala al punto da non poter più svolgere le sue funzioni, il vicepresidente ne prende automaticamente il posto. Ora il punto dov'è? Che il vicepresidente è stato costruito ad hoc dalla finanza globale, è uomo di Soros ed è stato messo lì appunto perché la Clinton non è in grado di governare. Ma queste cose non si possono scrivere, bisogna coprire e insabbiare tutto, perché adesso l'obiettivo è eliminare Trump".

Secondo lei invece il fatto che la Clinton, polmonite o no, stia comunque evidenziando il suo precario stato di salute, potrebbe agevolare il candidato repubblicano? 

"Secondo me Trump sarà favorito, anche perché lui già in tempi non sospetti ha pubblicato online il suo stato di salute chiedendo alla Clinton di fare altrettanto. Se l'opinione pubblica si convincerà del rischio di ritrovarsi un presidente malato, certo che Trump potrebbe ritrovarsi avvantaggiato".

Ma scusi Becchi, era proprio necessario a questo punto candidare la Clinton? Non sarebbe stato più logico candidare direttamente il vice?

"No, perché la Clinton rappresentava un'operazione di marketing. Serviva un candidato che rappresentasse la novità nella continuità. E lei coniugava queste due esigenze. Rappresentava da un lato la continuità con l'Amministrazione Obama e dall'altro essendo una donna, anche una straordinaria novità. Non si sarebbe potuto candidare un uomo di Soros. Sarebbe stata un'operazione troppo spudorata. E il rischio era quello di perdere. C'era bisogno di questo passaggio". 

Non sta diventato un'abitudine per la famiglia Clinton dire bugie? Bill mentì all'epoca, Hillary è già implicata nel cosiddetto "email-gate". Ora la presunta bugia sulla malattia. Una famiglia di bugiardi?

"La politica è piena di bugie, la politica è bugia. Non poteva essere messo in evidenza ciò che stava avvenendo in America. Noi lo abbiamo fatto e nessuno ci ha smentiti o ha confutato il nostro articolo. Adesso è chiaro che molti dovranno ricredersi, visto che sulla malattia della Clinton il dibattito è aperto, anche se faranno del tutto per nascondere le cause reali. Anche la stampa italiana vedrete inizierà ad interrogarsi sulle reali condizioni di salute dell'aspirante presidente. E forse ne vedremo anche delle belle. Non è escluso che Trump di colpo, dall'essere il grande pericolo da fermare, possa diventare invece l'unica speranza dell'America di avere un presidente efficiente e nel pieno possesso delle condizioni fisiche per governare". 

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