Le #dichiarazionichoc della settimana. Il peggio dal Palazzo

13 aprile 2013 ore 10:30, Francesca Siciliano
Le #dichiarazionichoc della settimana. Il peggio dal Palazzo
SIC TRANSIT GLORIA MONTI. Pierferdinando Casini lo ammette: «Monti? Scelta (Civica) sbagliata». Poi continua proponendosi – perché no? - pontiere dell'inciucio: «Ora patto tra Bersani e Berlusconi». Iniziano le grandi manovre del riciclo. CODICE DA VINTI. Bisognerà piantarla con questa storia in base alla quale Renzi non può vedere il segretario del suo partito. Il sindaco fiorentino dice semplicemente la verità: «Io non ho vinto le primarie ma Bersani non ha vinto le elezioni: è questo il problemino». Politically correct. IO SONO ANCORA QUA (EH GIA'). Pierluigi Bersani, a poche ore dal tete-a-tete con Berlusconi, ospite ad Agorà articola faticosamente (e sbagliandone il tono): «A proposito di Larghe Intese e governissimi, io ho vissuto la fase del governo Monti. Noi siamo rimasti lì, e Berlusconi s'è dato tre mesi prima. E quando lo incontro glielo dico: “ti conosciamo mascherina”». Ringraziano i comici: una manna dal cielo. NEMO PROFETA IN PATRIA. Antonio Razzi, il deputato Idv poi diventato Pdl per meriti guadagnati sul campo ne è sicuro: «Berlusconi? All'estero ce lo invidiano tutti». Parola di svizzero. VENGO ANCH'IO, NO TU NO. Matteo Renzi, i'h sinda'ho di Firenze, viene eliminato all'ultimo momento dalla rosa dei grandi elettori del Presidente della Repubblica: «Mi sarebbe piaciuto. Mi avevano detto vai avanti tranquillo, non c'è problema. Poi è arrivata qualche telefonata da Roma...». Bersani, per la serie excusatio non petita, si affretta a rispondere: «Io non ho fatto nessunissima telefonata. Chiedetelo alla Telecom». L'illustre concittadino del Sindaco, Dante Aligheri, qualche secolo fa aveva già capito che era inutile porsi troppe domande. Vuolsi così colà dove si puote , ciò che si vuole, e più non dimandare. EXTRA OMNES. Beppe Grillo batte il ferro finché è caldo: «La demolizione è cominciata: abbiamo promesso di mandare a casa tutti. E manderemo tutti a casa». Forza ragazzi, in alto gli apriscatole! TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA. Il per niente indolente Antonio Ingroia di andare tra le colline di Heidi non ne vuol sapere nulla: «Ad Aosta andrei volentieri, 3-4 giorni in villeggiatura, a passeggiare. Ma non a perdere tempo, non a fare il giudice». Di lavorare non se ne parla proprio? CAPTATIO VOTIS. Er bello de Roma, Alfio Marchini, non ha dubbi: «Se diventassi sindaco metterei Francesco Totti come vicesindaco». Per fortuna Marchini non diventerà sindaco. IN MARINO STAT VIRTUS. Ignazio Marino, fresco fresco di vittoria alle primarie Pd per Roma, dichiara fiero: «Io marziano rispetto alla politica di Alemanno». Nel senso che farà vedere ai romani i sorci verdi? TU VUO' FA' L'AMERICANO. Fabrizio Barca, reo confesso del Pd: «In Vendola vedo alcune cose di Obama». L'abbronzatura mediterranea? MOTU PROPRIO. L'onorevole Scilipoti, il responsabile per eccellenza nonché pluripremiato dal Pdl, si immolerà per tutti i suoi nuovi colleghi di partito: «Mi offro per trattare con Grillo». Gli occhi del mondo, dunque, sono puntati sull'ormai ex comico genovese che non si capisce come mai non ha ancora risposto all'accorato appello.      
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