Tutti pazzi per Barca, l’anti-Renzi. Ma il rottamatore non si farà rottamare

13 aprile 2013 ore 12:25, Lucia Bigozzi
Tutti pazzi per Barca, l’anti-Renzi. Ma il rottamatore non si farà rottamare
Tutti pazzi per Barca o per Renzi? L’interrogativo già di per sé indica un dato: Bersani leader a tempo. Forse, pre-premier coi giorni contati. Lo psicodramma Pd si arricchisce di una nuova puntata: la sfida tra la “mobilitazione cognitiva” di Fabrizio Barca, ministro in uscita, iscritto Pd in entrata e già in corsa per la segreteria del Nazareno e il “parlare chiaro alla gente, decidere in fretta, fare cose concrete, rinnovamento” del sindaco di Firenze. Sfida politica ma anche telematica: sul web impazza già il #tuttipazzixbarca che a colpi di tweet cerca di scalzare il più ‘istituzionale’ @matteorenzi.
IL MINISTRO TECNICO-POLITICO. Schivo ma non restìo al confronto, ministro alla Coesione territoriale molto incensato nella sinistra che vuol fare la sinistra. Un anno e qualche mese da tecnico nel governo tecnico di Monti, poi il grande salto alla politica. Si è iscritto da poche ore al Pd (l'annuncio rigorosamente in tv a Otto e Mezzo) e punta già alla segreteria nonostante non lo dica apertamente e si trinceri dietro la sua parola d’ordine: fare squadra. Qualcuno lo ha già ribattezzato il ministro-operaio per la sua propensione – declinata nel Manifesto col quale entra al Nazareno – alla coesione sociale e ai temi del lavoro (“in un paese come il nostro in cui l’industria è il cuore della nostra economia, il cuore dei movimenti deve tornare ad essere anche il lavoro operaio”, scrive nel suo decalogo) . Barca vuole il partito come una “palestra: un luogo attraente per tutti i cittadini, giovani e anziani, lavoratori e non, uomini e donne, convinti di avere idee da confrontare con altri”: il nuovo (o il nuovismo?) che avanza ma il ‘vecchio’ che dice? I rumors più smaliziati parlano di Barca come l’uomo della sinistra-sinistra, il ‘gancio’ per riagganciare movimenti, associazionismo d’area, rifondaroli e progressisti oggi in ordine sparso, elettori delusi ‘fagocitati’ da Grillo. Insomma, l’uomo che potrebbe raccogliere il testimone di Bersani e che dal segretario avrebbe ricevuto una sorta di informale ‘investitura’ alla corsa per la leadership del partito. Che tradotto vuol dire: l’anti-Renzi. Il Barca tecnico ora è politico e se la sua nuova ‘casa’ è il Pd, cosa ci fa un ministro ‘politico’ nella prorogatio del governo tecnico? IL ROTTAMATORE FURIOSO. Si è stufato di “prendere schiaffi in faccia tutti i giorni”. Non ha torto Matteo Renzi: dallo sgambetto delle regole per le primarie a quello della terna dei grandi elettori toscani. In mezzo un mare di attacchi a più riprese per azzoppare quello che ad oggi rappresenta l’unico cavallo di razza sul quale il Pd può sperare di rimettersi in corsa. Da Porta a Porta alla conversazione con la Stampa, il sindaco di Firenze come al solito non le manda a dire: “ Vogliono mettere in campo Barca? Lo facciano. Vogliono puntare sulla Boldrini? Ci puntino. Io leggo i sondaggi su di me e sono contento, la gente continua ad avere fiducia. Che se la vedano loro: se hanno bisogno, se pensano di aver bisogno di me, mi chiamano. Io ho 38 anni, me ne sto a Firenze a faccio il sindaco”. Geograficamente e istituzionalmente è così, ma è indubbio che Renzi punti a Roma e abbia già imboccato l’autostrada. Il faccia a faccia con D’Alema è il passaggio che segnala movimenti interni. Nessuno pensa che D’Alema e Renzi (che se le sono dette di santa ragione solo tre mesi fa) ieri abbiano firmato il patto di Palazzo Vecchio per il nuovo corso del Pd, ma è ragionevole pensare che l’ora di colloquio sia servita non solo a sorseggiare il caffè che il sindaco racconta di aver preparato con le sue mani all’ex premier, bensì a tracciare scenari non troppo futuri, magari un pre-accordo su leadership e premiership. Compresa la partita per il Colle. Le 'consultazioni' di D'Alema sono andate avanti oggi con Bersani al quale ha riferito dell'incontro con Renzi. Lapidario coi cronisti, sintesi: tutti concentrati sul bene del partito. Vedremo come andrà. Ma non sarà facile rottamare il rottamatore che parla chiaro e ha già in testa l’Italia “dei prossimi venti anni”. Quella che oggi il Pd imprigiona in otto punti.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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