Genocidio, console d’Armenia in Italia Kuciukan: "Spero che il governo italiano parli"

13 aprile 2015, Marta Moriconi
“Il governo parlerà”: ne è convinto Pietro Kuciukan, console onorario d’Armenia in Italia e cofondatore di Gariwo-Il Giardino dei Giusti di tutto il mondo, che ieri era proprio in Vaticano. Intervistato da IntelligoNews, commenta con speranza le parole del Papa sul genocidio armeno e parla degli interessi politici ed economici che possono
Genocidio, console d’Armenia in Italia Kuciukan: 'Spero che il governo italiano parli'
nascondersi dietro al silenzio del governo italiano. Per lui non c’è l’incidente diplomatico di Francesco con il "sultano" Erdogan, perché è stato “un intervento di tipo riconciliatorio" quello di Francesco, e la Turchia avrebbe tutto l’interesse a seguire quel discorso “per arrivare a una democrazia completa”.

Console Kuciukan, come valuta l’intervento di Francesco di ieri nei confronti degli armeni e il silenzio del governo italiano sul caso? 

“Il Papa ieri ha fatto un intervento di tipo riconciliatorio, le polemiche sono strumentali. D’altronde Il genocidio armeno fu riconosciuto, nel 1985, dalla sottocommissione dei diritti umani dell’Onu, e nel 1987 dal Parlamento europeo. E tra i Paesi che riconoscono il genocidio c’è l’Italia la cui risoluzione è stata votata trasversalmente dalla Camera nel novembre 2000. Che poi il primo vantaggio nel seguire un discorso del genere lo otterrebbe proprio la Turchia. E vi spiego perché. I turchi potrebbero finalmente arrivare a una democrazia completa con libertà di parola e di pensiero. Comunque, tornando in Italia e per rispondere alla seconda parte della sua domanda, il governo italiano incontra dei problemi legati agli interessi politico-economici: c’è tutta la questione del gas per non parlare di tutte le ditte che ci sono là. Il governo è preoccupato, anche se in un modo non molto chiaro, delle ritorsioni che potrebbero scattare da parte di Erdogan. Perché ogni volta che accade che un Paese riconosce il genocidio scattano le ritorsioni dei turchi. Per esempio: quando in Francia è stato riconosciuto il genocidio degli armeni, le imprese che lavoravano là hanno avuto subito dei problemi”.

 Siamo a rischio ritorsioni quindi? 

 “Sì, ma direi che è un rischio piuttosto aleatorio. Perché poi le ditte francesi hanno continuato a lavorare. Quindi è un po’ uno spauracchio che usa la Turchia, al quale non darei molta importanza se fossi in Renzi”.

La lettura ideologica della storia. E’ successo con il nazismo, con il comunismo, anche sul genocidio armeno si rischia lo stesso “trattamento culturale”? La diplomazia non rischia di non guardare in faccia i problemi e di far ripetere la storia? 

“Non vedo il rischio di una lettura ideologica. Perché bisogna continuamente battere sul fatto che il governo dei giovani turchi ha fatto quello che ha fatto, ma non è il governo attuale. E questo governo sarebbe libero di criticare i precedenti governi. Non capisco a livello politico questo attaccamento a quello che è successo 100 anni fa. Si sono alternati molti altri esecutivi in Turchia. Si potrebbe dire serenamente che i giovani turchi prima hanno sbagliato ad entrare in guerra e poi a compiere il genocidio degli armeni. Con un po’ di buona volontà si può superare il problema”.

Parliamo dell’Occidente, tanto attento ai diritti civili e così “diplomatico” nei confronti degli stermini…

L’Occidente è l’unica isola nel mondo che segue bene o male i diritti umani e civili. L’Europa ha molto da dare all’umanità perché è l’unico posto dove si parla di questi temi. Quindi, direi, ho molta speranza”. 

Ma l’Italia che rapporti ha con l’Armenia ? 

“L’Armenia ha sempre collaborato con l’Europa e l’Italia. Il turismo italiano è il primo e ci sono molte ditte del Bel Paese in Armenia. Ultimamente il governo armeno, malgrado sia entrato nell’Unione Economica Asiatica, di avere un rapporto privilegiato anche con l’Unione europea. Ci sta muovendo su questo filone. I rapporti sono sempre stati ottimi e non da ieri". 

 E continueranno ad essere ottimi rapporti anche dopo il silenzio di Renzi? 
  
“Beh, il Papa ha parlato al mondo. E il governo… parlerà. Io seguo una via, quella per la riconciliazione: attualmente sto ricercando i giusti turchi che hanno aiutato gli armeni”. 

 Quindi, riassumendo, la speranza è che il governo parlerà? 

“Certo!”.
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