Genocidio Armenia, Franco Cardini: "Occidente strumentalizza, ha bisogno del mostro"

13 aprile 2015, Andrea De Angelis
Papa Francesco ha definito quello armeno il "primo genocidio del XX secolo". Apriti cielo: la Turchia reagisce aprendo di fatto una crisi diplomatica con il Vaticano. 
Un caso del quale IntelligoNews ne ha parlato con il professore Franco Cardini...

Genocidio Armenia, Franco Cardini: 'Occidente strumentalizza, ha bisogno del mostro'
Il caso diplomatico tra Vaticano e Turchia dimostra come simili problemi si verificano quando l'ideologia e la storia vanno a braccetto?

«L'ideologia e la storia vanno sempre a braccetto, è la realtà che qualche volta viene messa da parte. I politici la realtà la devono cambiare e quindi la raccontano diversa da quella che è...».

Come definisce Francesco: coraggioso, giusto, imprudente?

«Quando uno parla della cultura dell'indifferenza in un mondo come questo, avendo dei fedeli come quelli che ha lui è chiaro che Bergoglio è un uomo con un coraggio da leone che confina con l'incoscienza. In questo caso ha detto una cosa che probabilmente riteneva anche banale, ci sono 21 parlamenti importanti del mondo che hanno ufficialmente riconosciuto quella sequenza di stragi e massacri avvenuti in Anatolia tra il 1915 e il 1917». 

Nulla di nuovo dunque.

«In realtà i massacri sono iniziati negli anni '60 del XIX secolo e sono continuati fino al 1923, con un picco nel suddetto periodo. Al massimo al Papa si potrebbe obiettare l'aver definito questo genocidio come il primo del XX secolo, visto che non fu quello armeno ma quello perpetrato dalle autorità coloniali dell'impero tedesco nelle colonie tedesche dell'Africa meridionale». 

Il fatto che oggi si parli sempre più di diritti civili, ragionando su singoli specifici casi e poi non si riesca a mettere la parola fine sul riconoscimento di un genocidio che causò oltre un milione di morti è il segno di che cosa? Magari di un Occidente debole, con morti di prima e seconda serie?

«Come dice un autore che non è il mio preferito, però è quello che conosco meglio, cioè il me stesso (ride, ndr) siamo davanti all'ipocrisia dell'Occidente che è fondamentalmente ipocrita. Quando l'Occidente parla di qualche cosa ragiona sempre in termini strumentali e non perché le cose gli interessino sul serio. Il fine degli stessi mass media è sbattere il mostro in prima pagina, sia esso Hitler, Stalin, Erdogan, l'inquisizione, le crociate, l'Isis, insomma qualunque cosa».

Mi sta dicendo che ciò che ci interessa davvero non è quello di cui spesso ci si riempie la bocca...

«Non interessa il far giusto o il dimezzare le ingiustizie, ma lo strumentalizzare alcuni elementi della storia che in generale vengono sempre decontestualizzati. Lo stesso problema armeno è collegato strettamente alla decadenza dell'impero ottomano che a sua volta è decaduto per ragioni molto precise legate alla politica coloniale di Francia, Inghilterra, Russia e Germania. Bisognerebbe ricostruire con attenzione tutte queste cose per capire poi come si crea una situazione di cui gli armeni sono vittime».

Come giudica il silenzio di Palazzo Chigi?

«Matteo Renzi è sempre accusato di chiacchierare troppo, se avesse detto qualche cosa avrebbe certamente dato ragione al Papa, ma farlo significa in questo momento infilarsi in un piccolo guaio diplomatico con la Turchia».

Ed anche economico...

«Certo, anche economico. Tutti avrebbe detto il solito Renzi, pronto a cavalcare l'onda della banalità. Se avesse parlato gli sarebbe arrivato questo addosso. In questi casi qualunque cosa faccia uno sbaglia...».

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