Nell'Italia nazi-buonista e ipocrita non si può più dire zingari

13 aprile 2015, Americo Mascarucci

Ormai i nostri lettori avranno compreso che non ci piace il politicamente corretto in tutte le sue forme, quell’omologazione culturale che secondo i benpensanti dovrebbe concretizzarsi anche attraverso l’uso delle parole. Siamo arrivati al paradosso di proibire l’utilizzo di termini in uso da secoli, in nome di un pregiudizio, chiaramente nazi-buonista che pretende di superare il disagio non con le azioni ma con il linguaggio.

Nell'Italia nazi-buonista e ipocrita non si può più dire zingari
In Italia nessuno si scandalizza più di tanto se nei centri storici non è stato ancora risolto il gravoso problema delle barriere architettoniche, se ci sono uffici pubblici inaccessibili ai disabili perché privi di ascensori o di montacarichi; no, l’importante non è rimuovere le barriere, è che non si usi il termine handicappati ma portatori di handicap, non disabile ma diversamente abile. Adesso siamo arrivati al punto di etichettare di razzismo l’utilizzo del termine zingaro. E’ dispregiativo ci avvertono e guai ad usarlo con riferimento ai rom. Si rischia una denuncia per istigazione all’odio razziale. Ipocrisia allo stato puro. Anche qui, tutti fingono di non vedere che i rom rappresentano un problema soprattutto per l’assenza da parte loro di un’oggettiva volontà di integrarsi e di vivere nella legalità. Adesso siamo arrivati al punto di ascoltare dalla viva voce dei rom intervistati dai programmi televisivi che andare a lavorare onestamente non gli conviene perché a rubare si guadagna molto di più.

Se qualche amministratore di buon senso tenta di mettere ordine nei campi rom, obbligando ad esempio i genitori a mandare i figli a scuola o magari sottraendoli loro nel caso in cui questi anziché educarli trovino più conveniente mandarli per le strade a mendicare o a sfilare i portafogli dalle tasche delle persone che arrivano alla stazione Termini, scoppia la rivolta e quell’amministratore finisce nell’occhio del ciclone accusato di razzismo. Perché i rom rubano, vivono di espedienti, al di fuori della legalità ma non si può dire; anche se siamo arrivati al punto che loro stessi lo ammettono candidamente, facendosi riprendere dalle telecamere. I campi rom sono videosorvegliati, ma non dalla Polizia, dagli stessi rom per controllare l’arrivo di carabinieri, vigili urbani, poliziotti e avere così tutto il tempo di nascondere bene i proventi dei furti.

Nonostante ciò, mentre nelle città i campi rom abusivi continuano a crescere come funghi creando evidenti problemi non soltanto di sicurezza, ma soprattutto di ordine igienico sanitario agli abitanti costretti a respirare i fumi tossici sprigionati dai rifiuti bruciati all’aria aperta, c’è chi rischia pure di essere sanzionato per l’utilizzo di un termine comune ma ritenuto offensivo. Che ne sarà di Iva Zanicchi? Potrà continuare a cantare “leggi questa mano zingara”? Oppure sarà multata per questo? E come la mettiamo con i film, le serie tv, persino i cartoni animati, i documentari in cui questo termine è utilizzato con assoluta normalità per altro rappresentando spesso e volentieri i rom come persone che rubano o peggio rapiscono i bambini? Ne sarà proibita la visione vita natural durante? Se nell’immaginario collettivo il rom è percepito negativamente, quasi come un pericolo per la collettività, un motivo forse ci sarà? Oppure sono sempre gli altri ad essere razzisti? 

Ma poi cosa c’è di realmente offensivo nel definire zingari i rom? Forse perché questa parola viene utilizzata con spregio se loro stessi ne fanno uso? Cosa cambia se invece di zingaro  usiamo termini differenti come rom, sinti o nomade (ma anche quest’ultimo termine non era stato bocciato dal politicamente corretto)? 

Forse cambiando l’uso dei termini il problema è risolto? Il pregiudizio pressoché generale che le persone hanno verso i rom verrà meno? Così come il sordo definito “non udente” continuerà a non sentire, e il cieco definito “non vedente” a non vedere, lo zingaro definito rom continuerà ad essere guardato con sospetto e diffidenza da tutti. E allora? Ma davvero il buonismo da salotto può imporci l’ipocrisia per legge? Perché di questo si tratta. Ipocrisia, soltanto ipocrisia.


 

caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]