Regionali Puglia, Sardone (Fi): "Se Fitto corre da solo, si mette fuori"

13 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Regionali Puglia, Sardone (Fi): 'Se Fitto corre da solo, si mette fuori'
Schittulli o Poli Bortone? Il caos del centrodestra in Puglia viene visto con preoccupazione a Milano dove Silvia Sardone, giovane dirigente della segreteria regionale di Fi, usa prudenza: “L’obiettivo è l’unità del centrodestra”. Nell’intervista a Intelligonews spiega come farebbe se fosse nei panni del commissario di Fi, Luigi Vitali…

Da giovane dirigente di Fi l’ipotesi Poli Bortone candidata governatore la convince?

«Penso la Poli Bortone sia un buon candidato ma la di là della persona, penso che si debba riuscire a trovare una sintesi e non arrivato alla rottura»

Belle parole, ma come? Se fosse nel commissario di Fi Vitali lei cosa farebbe?

«Se fossi in Vitali cercherei di trovare un’alternativa per ognuno degli interlocutori che stanno al tavolo del centrodestra e ragionare per trovare la soluzione migliore, più competitiva, al di là del progetto politico che ovviamente resta centrale. Prendere in considerazioni una rosa di opzioni a mio parere favorirebbe il confronto e agevolerebbe la sintesi. Certamente, va considerato che le opzioni eventualmente proposte, devono essere tutte di pari livello, in modo tale da soddisfare le legittime esigenze dei partiti che compongono lo schieramento».

Scusi, ma così non è il solito schema della vecchia politica? Vedi schema Cdl?

«Il solito schema della vecchia politica è imporre dall’alto, di certo non lavorare per unire la coalizione individuando una soluzione che metta tutti d’accordo e attorno alla quale costruire unità di consensi, anche tra l’elettorato»

Ticket Schittulli-Poli Bortone proposto da Fitto o quello opposto rilanciato da Vitali (Poli Bortone-Schittulli): lei da che parte sta?

«Credo che l’ultima opzione possa essere una delle soluzioni; non so se dagli altri partiti potrà essere ritenuta soddisfacente, ma se dovessi esprimere un mio desiderio direi che sarebbe una buona mediazione per arrivare all’unità del centrodestra. Anche perché di divisioni, litigi e personalismi ce ne sono già abbastanza in questa fase. Io cercherei tenacemente di essere tutti uniti per vincere in Puglia»

I suoi colleghi di partito pugliesi come le raccontano? Come vivono il clima da tutti contro tutti?

«Immagino che nessuno sia felice quando ci sono tensioni. Anche i tweet che arrivano o le persone che mi contattano in generale, sperano sempre in un partito unito che assuma decisioni per il bene comune prima di tutto della Puglia e dei pugliesi».

Fitto e Alfano stanno “esportando” il modello Puglia in Campania. Qual è la sua valutazione?

«Se Fitto non sostiene il candidato del partito ma un candidato alternativo e di un altro schieramento o forza politica, si pone automaticamente fuori da Fi, ma non so se è davvero quello che Fitto vuole»

Vale anche per la Puglia qualora non ci fosse accordo e Fitto decidesse di restare sulla candidatura di Schittulli?

«Il ragionamento è lo stesso e vale ovunque, se tutti i soggetti politici in campo non arriveranno ad un accordo. Certo la Puglia ha un valore aggiunto perché è la regione di Fitto e se lui di fronte a un mancato accordo sosterrà un candidato diverso da quello di Fi, mi pare ovvio e logico che si mette da solo fuori dal partito. Ma non credo che la sua volontà sia quella di rompere con Fi»

Ancora una volta l’unico capace di unire, mediare, resta Berlusconi. Ma perché secondo lei tace? E a Berlusconi lei cosa suggerirebbe?

«Mi auguro che Berlusconi scenda in campo il prima possibile, anche per la campagna elettorale. Io gli chiederei di farlo anche se auspico che la classe dirigente che in questi anni è cresciuta attorno a lui sia in grado di trovare intese unitarie nelle regioni al voto; altrimenti si tira sempre in ballo l’idea del Berlusconi ‘salvifico’ che ci toglie le castagne dal fuoco. Berlusconi è il leader ed è fondamentale ma anche la classe dirigente del partito deve saper trovare soluzioni condivise anche dagli elettori».

A proposito di classe dirigente, da giovane come vede il ruolo del giovane Alessandro Cattaneo?

«E’ una persona che stimo. Io sto immaginando il ruolo di esponenti di vertice. Cattaneo insieme ad altri è cresciuto in questi anni, lo stimo, e dico anzi, magari potessero essere loro a intervenire sulle trattative in vista delle regionali, ma purtroppo non è così»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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