Genocidio Armenia, Adinolfi: "Renzi poteva trovare un modo per sostenere Francesco"

13 aprile 2015, Andrea De Angelis
Tiene banco la polemica tra Turchia e Vaticano, con la vicenda che assume sempre più nitidamente i contorni del caso diplomatico. IntelligoNews ne ha parlato con Mario Adinolfi, direttore de La Croce Quotidiano...

Genocidio Armenia, Adinolfi: 'Renzi poteva trovare un modo per sostenere Francesco'
L'Occidente che si riempie la bocca di diritti non riesce a riconoscere un genocidio, a onorare oltre un milione di vittime. Siamo all'ideologia che prende a braccetto la storia o che cosa?

«Sì, esattamente, questo è un elemento che caratterizza l'Occidente. Qualche giorno fa su La Croce parlammo dell'annuncio del Papa di questa celebrazione per il centenario armeno, prevedendo in qualche modo un silenzio italiano. Ancora una volta dal punto di vista spirituale Francesco sta un passo avanti e ci richiama al ricordo di quanto avvenuto cento anni fa proprio per mantenere viva l'attenzione su ciò che sta accadendo adesso». 

Il professor Cardini sul silenzio italiano ci ha detto che Renzi ha fatto bene a non parlare. Anche lei è d'accordo o si aspettava una presa di posizione da Palazzo Chigi?

«Non era necessario, però bisogna mettere insieme alcuni passaggi. Ad esempio il ministro Gentiloni su Avvenire si è espresso chiaramente sul recentissimo massacro ai cristiani. Non devono cioè essere necessariamente passi ufficiali, ma con la fantasia che è propria del Presidente del Consiglio si poteva trovare un modo per essere vicini a Papa Francesco». 

Il fatto che nel XXI secolo vi siano ancora morti di prima e seconda serie che cosa le fa venire in mente? Che il martirio, la croce sono un qualcosa che ci saranno sempre?

«Le rispondo dicendo che oggi è il settantesimo anniversario della morte del beato Rolando Rivi. Un beato italiano, che muore nel 1945 massacrato da altri italiani solo perché ha addosso l'abito talare, perché seminarista. Ha solo 14 anni. Queste sono storie di italiani che non si possono neanche più raccontare, simili storie danno fastidio, irritano». 

Il Governo turco, questa l'ultima ora, avrebbe detto che il Papa con quelle parole ha discriminato i musulmani. Come commenta?

«Questa dichiarazione è insensata, c'è chi vuole alzare la temperatura. Ogni volta che il Papa diventa scomodo qualcuno parte all'attacco, da questo si spiega una sola cosa: Francesco viene strumentalizzato. Le sue parole sono molto chiare, sono parole di pace e invece vengono utilizzate per creare divisioni».
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