Regionali, Bordo (Pd): “De Luca? Dovevano pensarci prima. L'errore in Liguria e un consiglio a Renzi”

13 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Regionali, Bordo (Pd): “De Luca? Dovevano pensarci prima. L'errore in Liguria e un consiglio a Renzi”
“In Campania l’errore c’è stato a monte. Trovo paradossale scoprire oggi il caso De Luca”. Non ci gira troppo intorno Michele Bordo, parlamentare dem della componente dei “Giovani Turchi”, che nell’intervista a Intelligonews affronta la questione che agita il partito, da Roma a Napoli…

Campania al voto, come valuta la candidatura di De Luca sulla quale mezzo partito è in subbuglio?

«De Luca ha partecipato alle primarie e le ha vinte. Obbiettivamente adesso troverei paradossale non tenere conto del risultato della consultazione tra iscritti e militanti. In altre parole, è paradossale individuare oggi la questione come un problema quando il problema sussisteva prima delle primarie. Faccio fatica a pensare che ora si possa immaginare un percorso diverso dal responso delle primarie»

Chi ha sbagliato secondo lei?

«Non so chi ha sbagliato. Ci sono organismi che queste valutazioni le devono fare e se non le hanno fatte o le hanno fatte consentendo la candidatura di De Luca alle primarie, avranno fatto le dovute valutazioni e questo vale in particolare, a livello locale»

Sì ma la legge Severino parla chiaro. Come la mettete?

«Il punto è che la legge Severino esisteva anche prima; nel frattempo sono state fatte le primarie, quindi era una questione da valutare allora non da porre oggi».

Insisto, ma arrivati a questo punto come pensate di gestire la situazione? 

«Ho la fortuna di non essere nella segreteria regionale del Pd in Campania, né in quella nazionale. A questo punto di penseranno gli organismi di partito nell’ottica della scelta migliore per la Campania»

Per il Pd quanto può pesare politicamente  e in termini di consensi questa vicenda?

«Onestamente, in Campania non so ma nelle altre regioni al voto pensano tutti alla campagna elettorale. Nella mia Puglia, incontrando elettori e iscritti non ho mai sentito qualcuno che si preoccupasse per De Luca in Campania. Credo sia un tema che sta appassionando molto i mezzi di informazione, mentre i cittadini sono più concentrati a valutare le proposte migliori per i loro territori»

E da pugliese come legge ciò che sta accadendo nel centrodestra?

«Da pugliese lo vedo come un caos totale all’interno del quale non sono riusciti a fare sintesi. Noi affrontiamo la sfida elettorale con un’alleanza larga, che va oltre i confini tradizionali dello schieramento, mentre nel centrodestra stanno pagando le contraddizioni di questi ultimi anni, le lotte interne per il potere a livello nazionale con conseguenze pesanti anche in Puglia. Io non guardo alle divisioni degli altri ma anche per noi sarebbe stato meglio avere davanti l’avversario di uno schieramento unito»

Se Emiliano avrà di fronte la Poli Bortone, la gara si farà più difficile per voi?

«Quella della Poli Bortone è una candidatura rispettabile come sarebbe stata rispettabile quella di Schittulli se fosse stato il candidato di tutto il centrodestra, ma per quanto ci riguarda è fondamentale quello che siamo riusciti a costruire in questi anni con una proposta politica e un candidato che ha dimostrato di essere un ottimo sindaco di Bari. A prescindere da cosa accadrà nel centrodestra, noi siamo forti perché abbiamo messo in campo una proposta credibile, rappresentativa dei bisogni della gente e del territorio».

Ma se Fitto e Alfano dovessero esportare in Campania il modello Puglia, per voi e  De Luca sarebbe un problema?

«Fitto sta con Fi e nel centrodestra, non so se deciderà di separarsi dal suo partito ma di certo lui è espressione di un mondo politico molto distante dal nostro. Ncd si propone di rimettere insieme tutte le forze alternative al Pd e a Renzi; stiamo insieme alla guida del Paese perché abbiamo esigenza di governare per cambiare l’Italia e perché due anni fa non avemmo i numeri sufficienti per poterlo fare da soli, ma abbiamo sempre detto che siamo alternativi al centrodestra e dunque a Ncd». 

Pd diviso in Liguria, tensioni in Toscana e in Umbria dove la presidente uscente dovrà vedersela col sindaco di Assisi le cui quotazioni politiche sono in ascesa. Non è che in casa vostra siano tutte rose e fiori…

«Credo che specialmente nelle realtà dove sono state fatte le primarie sarebbe stato giusto rispettare l’esito della competizione; in qualche realtà non è accaduto e lo giudico un errore. Mi riferisco in particolare al caso Liguria dove le primarie danno ubn esisto e qualcuno ha fatto la scelta opposta: lo trovo profondamente sbagliato. Per il resto, ci sono tensioni locali che non hanno nulla a che fare con il governo nazionale; insomma non vedo un collegamento mentre invece credo che il tema sia come a livello territoriale si cura meglio il partito»

Cosa consiglierebbe a Renzi?

«A Renzi consiglierei di scendere in campo, come del resto farà, e di aiutare, sostenere i candidati del Pd perché abbiamo la fortuna di avere fatto molto in questi mesi a livello nazionale con scelte importanti che ci hanno già premiato alle europee o alle regionali. I risultati dell’azione di governo sono significativi; ci sono spiragli importanti di ripresa economica; tutti temi da comunicare ai cittadini in campagna elettorale perché sono frutto dell’azione di rinnovamento del governo Renzi»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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