La Corte Penale Internazionale non può processare l'Isis. Ecco il cavillo burocratico

13 aprile 2015, intelligo
di Raffaele Mancino

La Corte Penale Internazionale non può processare l’ISIS La Corte Penale Internazionale non può processare i carnefici dell’ISIS. 

L’impossibilità risiede in un cavillo burocratico di non poco conto. 

La Corte Penale Internazionale non può processare l'Isis. Ecco il cavillo burocratico
La Corte, difatti, non ha giurisdizione sull’Iraq e sulla Siria, Paesi in cui si sarebbero verificate pesanti violazioni dei diritti umani, non essendo questi membri della Corte. Ne consegue che dinnanzi i giudici internazionali non possono comparire i cittadini di questi due Stati, da cui provengono appunto i principali leader dello Stato Islamico. A sgomberare il campo da qualsiasi ipotesi è l’attuale Procuratore capo della Corte Penale Internazionale, Fatou Bensouda, che pure sostiene di aver ricevuto diversi rapporti contenenti “crimini di una crudeltà inaudita”. Secondo la giurista gambiana, Statuto alla mano, soltanto il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite può ovviare a tale impasse con una richiesta formale di investigazione. 

Oppure, la Siria e l’Iraq dovrebbero accettare temporaneamente la giurisdizione della Corte, ipotesi remota e di difficile realizzazione al momento. Già alcune settimane fa l’ONU aveva rilasciato un rapporto agghiacciante sulle aberranti pratiche dello Stato Islamico, le cui pesanti violazioni dei diritti umani avevano fatto ipotizzare la presenza di tutti e tre i più gravi crimini internazionali, genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità, sui quali proprio la Corte Penale Internazionale è chiamata a esercitare la propria giurisdizione. 

Ora, il neit del Procuratore capo mette in un luce un ennesimo vulnus nella comunità internazionale, costretta a districarsi tra un Consiglio di Sicurezza in cui sono ancora forti i veti della Russia e della Cina e le divisioni in seno alle principali potenze mondiali. Stante queste condizioni, soltanto la magistratura irachena e siriana possono processare i carnefici dell’ISIS. Peccato però che l’instabilità politica dell’Iraq e la tremenda guerra civile che ha preso piede in Siria minano fortemente la capacità dei due Stati mediorientali di esercitare compiutamente il proprio dovere di consegnare alla giustizia questi predicatori d’odio assetati di sangue. 
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