Il fratello di Salah: "In Francia per collaborare". E in carcere è "affamato" - FOTO

13 aprile 2016 ore 7:45, Andrea De Angelis
Rinchiuso in carcere e fotografato. Non sorride. Appare leggermente ingrassato. Secondo una fonte avrebbe tanto appetito e il suo comportamento sarebbe ineccepibile. Speriamo che non riesca fuori la notizia che sta collaborando. Anche quella voce, dicono diversi addetti ai lavori, potrebbe aver portato un'accelerazione per gli ultimi attentati, quelli di Bruxelles. Che hanno colpito al cuore l'Europa. 

Salah Abdeslam, il sospetto chiave negli attentati di Parigi e legato alla cellula di Bruxelles, è detenuto nel carcere di massima sicurezza di Bruges, in attesa del suo trasferimento in Francia.
Il quotidiano Het Nieuwsblad è riuscito ad ottenere la prima fotografia del terrorista nel carcere. E secondo una fonte citata dal giornale Salah Abdeslam sarebbe un "prigioniero modello", "un esempio in termini di comportamento". In più si legge sempre su Het Nieuwsblad avrebbe anche un "appetito eccellente". Indiscrezioni, buone per suscitare quella curiosità così tanto umana. Anche se parliamo di un uomo che ha compiuto un gesto disumano. 
Salah finirà presto in Francia. Tornerà nel Paese dove ha lasciato insieme ad altri una cicatrice indelebile. Il suo processo, inutile dirlo, sarà uno degli eventi di questo anno così travagliato per il vecchio continente. 
Ma ecco che la voce di una nuova volontà di collaborare arriva e questa volta direttamente dal fratello. 

Il fratello di Salah: 'In Francia per collaborare'. E in carcere è 'affamato' - FOTO
Come riporta puntualmente l'Adnkronos, Salah Abdeslam "comincia a prendere coscienza di quello che ha fatto". A dichiararlo, intervenendo su Europe 1, è stato il fratello Yazid, che vive a Molenbeek con la famiglia e va regolarmente a trovare Salah in carcere a Bruges.
Secondo quanto ha riferito, Salah gli avrebbe confidato di essersi lasciato trascinare dall'altro fratello, Brahim, che si è fatto saltare in aria a Parigi il 13 novembre. Brahim gli avrebbe chiesto di andare a prendere delle persone in Ungheria e in Germania, senza spiegare il perché. Salah sostiene di non essere stato a conoscenza del progetto di attentato fino all'ultimo. Avrebbe allora deciso di tirarsi indietro al suo arrivo allo Stade de France e sarebbe quindi rientrato precipitosamente a Bruxelles. 

Secondo Yazid, Salah prega tutti i giorni in cella. Avrebbe confidato al fratello di voler essere estradato il più rapidamente possibile in Francia per collaborare con gli inquirenti francesi. "Lo deve alle famiglie delle vittime", avrebbe detto. 

Il fratello di Salah: 'In Francia per collaborare'. E in carcere è 'affamato' - FOTO

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