Zuckerberg Vs Trump al F8: "No a muri, libertà d'espressione". E censure di FB?

13 aprile 2016 ore 16:21, Marta Moriconi
“Perché il mondo che abbiamo costruito insieme è più importante che mai?” Mark Zuckerberg se lo domanda  alla conferenza degli sviluppatori buttandosi sulla politica e non in politica, come se non fosse ancora chiaro, e dando subito la risposta: “Noi siamo qui per connettere tutte le persone. Per una comunità globale. Per riunire le persone. Per dare a tutti una voce”. 
E ancora: “Ci vuole coraggio per scegliere la speranza invece della paura”.

La realtà è che, visto la campagna elettorale in corso negli Stati Uniti d’America, l’obiettivo è chiaro: si chiama Donald Trump. 
Forte delle sue novità il piccolo genio del social (si chiamano in successione, live video, realtà virtuale, chat box, intelligenza artificiale), inizia il suo discorso alla Silicon Valley come fosse un guru: parla di connessioni non di timori. 
Di relazioni e non di incomprensioni.
Zuckerberg Vs Trump al F8: 'No a muri, libertà d'espressione'. E censure di FB?
Dunque a tutta libertà è la parola chiave
e chi sta fuori questo discorso è fuori dal mondo, come l’Europa che alza i muri. Peccato che Facebook conosca eccome la censura e che la applichi con tanta discrezionalità a chi decide di colpire. Questo per dire che Zuckerberg che censura Trump, quello del muro tra Stati Uniti e Messico, è lo stesso che censura chi si esprime contro l’aborto o contro i matrimoni gay sul social azzurro. Ne sanno qualcosa i profili personali o di associazioni che lavorano proprio avendo come obiettivo la lotta per la vita e sanzionati di volta in volta come fossero dei razzisti, omofobi etc La visione di Internet è quella che decide lui dunque, democratica fino a che la pensa come lui, ed è aperta al commercio, fino a che gli conviene. 
Dunque niente muri per lui, perché deve procedere a scambi economici e culturali, con stati e situazioni diverse. E Trump rappresenta un ostacolo oggi, insieme a tutti gli altri populisti, che parlano solo di paura creando distanze tra chi è diverso da sé. Per lui libertà di espressione, immigrazione e accesso a Internet indiscriminato sono diritti. Ma dimentica a chi impedisce la libera espressione. 


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