Grillo in-canta gli Usa: feeling sospetto

13 febbraio 2013 ore 13:16, Marta Moriconi
Grillo in-canta gli Usa: feeling sospetto
E’ la Stampa a rilanciare una notizia che in molti hanno snobbato. Ripresa poi su Dagospia
. Così scrive il quotidiano piemontese: "Alle 11,12 del 4 aprile 2008 dall'ambasciata americana a Roma parte il telegramma intitolato «Pranzo con l'attivista italiano Beppe Grillo: "Nessuna speranza per l'Italia". L'ossessione della corruzione»". A firmarlo è Ronald Spogli, ambasciatore a Roma, e il destinatario è il segretario di Stato, Condoleezza Rice, a cui spiega in cinque pagine che Grillo è un «interlocutore credibile» nella comprensione del sistema politico italiano.  Poi spiega come corruzione nelle vita pubblica, ricorso al web e appello agli oppressi lo vedano unico protagonista attivo in Italia. Ma il quotidiano piemontese si tutela giuridicamente: la pubblicazione dell’articolo specifica che è nel rispetto delle norme del «Freedom of Information Act». Quasi ad aver paura di incorrere in qualche problema legale. Viene spiegato che la seconda parte del documento che viene chiamata «sensitive» chi è e chi non è Beppe Grillo. Descritto come un “grezzo” sostanzialmente che parla alla pancia della società, viene delineato come diverso da quei politici che non mettono l’accento su corruzione e altre colpe e scandali. Caratteristiche queste che comunicano con l’opinione pubblica indirizzata in un « un foro alternativo di discussione su questioni che non vengono affrontate dai maggiori media». Ma quello che fa riflettere è il nesso storico fra le battaglie di Grillo e Antonio Di Pietro. Il secondo attirò l’attenzione degli Usa. Il primo starebbe per attirarla. O l’ha sempre attirata?
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