San Valentino, tra realtà e favola

13 febbraio 2014 ore 11:03, Americo Mascarucci
San Valentino, tra realtà e favola
Domani 14 febbraio saranno tutti impegnati a fare regali al proprio partner, ad organizzare cene a lume di candela, a rinnovare promesse d’amore. E’ San Valentino la festa degli innamorati. Ma come nasce questa tradizione? Nasce a metà fra fantasia e realtà. Papa Francesco in occasione del Natale ci ha invitato a non considerare la natività di Cristo una bella fiaba da raccontare ai bambini, travisando per altro i racconti contenuti nei Vangeli, con l’aggiunta di suggestioni del tutto estranee alla realtà.  Per ciò che riguarda San Valentino si potrebbe riprodurre lo stesso concetto, visto che i testi cristiani che parlano di lui, non sembrano affatto confermare la favola che è stata costruita intorno al personaggio; quella del santo buono che se ne va in giro a riappacificare le coppie in crisi come una specie di Cupido cristiano. La necessità di fare marketing pubblicitario per offrire serate romantiche nei locali, ha contribuito a diffondere il significato di una festa del tutto profana, slegata da qualsiasi riferimento con la tradizione cristiana. San Valentino fu innanzitutto un martire e morì decapitato sulla via Flaminia il 14 febbraio del 273 d.c. per ordine dell’imperatore Aureliano. Di lui si sa che fu vescovo di Terni e che fu chiamato a Roma a predicare il Vangelo essendo dotato di spiccata abilità oratoria. Il cristianesimo si stava diffondendo in tutto l’impero romano, anche se gli imperatori continuavano a restare legati al culto delle divinità pagane. I cristiani iniziavano ad essere tollerati ma non più di tanto. Valentino con le sue prediche rivolte a convertire i pagani suscitò le ire dell’imperatore Claudio II il Gotico che lo fece arrestare. Quando lo ebbe davanti fu talmente colpito dalla sua fedeltà al Vangelo, da restare sconvolto e quasi convinto dell’autenticità dei suoi convincimenti. Lo salvò dal patibolo ma gli intimò di non predicare più ai pagani. Valentino invece continuò la sua opera battezzando sempre più persone. L’imperatore Aureliano preoccupato dal tasso sempre più elevato di conversioni che si verificavano grazie a Valentino, lo fece arrestare e dopo aver cercato inutilmente di costringerlo ad abiurare Cristo lo condannò a morte. La sentenza però fu eseguita in gran segreto, fuori dalla città, lungo la via Flaminia proprio per evitare che l’uccisione del vescovo provocasse una sollevazione popolare. Valentino fu decapitato e le sue spoglie saranno successivamente traslate a Terni da alcuni suoi fedeli discepoli. Durante il suo soggiorno a Terni, Valentino si trovò a dover risolvere una questione riguardante due giovani innamorati, lei cristiana, lui pagano. I genitori della ragazza non ne volevano sapere di accogliere in casa un eretico e Valentino, con pazienza, riuscì a convincerli ad accettare il ragazzo. Ma quando sembrò che la cosa fosse risolta, la ragazza si ammalò gravemente. Il giovane allora implorò Valentino di battezzarlo e di celebrare il matrimonio prima che lei morisse. Quando il rito fu celebrato il marito chiese a Valentino di intercedere presso Dio affinché potesse restare per sempre accanto all’amata. Valentino innalzò la preghiera al Signore e i due innamorati cessarono di vivere nello stesso istante. Da qui nasce probabilmente la leggenda del santo protettore degli innamorati, mentre quella relativa al santo protettore degli epilettici è legata ad un presunto miracolo attribuito al santo e riguardante la guarigione di un malato di epilessia. In una società consumistica dove tutto è relativo e dove ogni ricorrenza ha il suo aspetto commerciale, la festa di San Valentino è diventata la festa dell’amore, fondata sulla leggenda del santo che riconciliava le coppie in crisi, quasi fosse sceso sulla terra per questa missione. In realtà San Valentino, come tanti altri martiri cristiani, è venuto al mondo per annunciare il Vangelo, pagando con la vita la sua fedeltà a Cristo. Come ci insegna Papa Francesco il cristianesimo non è una bella fiaba ma un mistero di sangue. San Valentino è un altro testimone di questo mistero e senza voler togliere nulla alla bellezza e alla suggestione della festa in sé fatta di anelli, richieste di matrimonio e cene romantiche, è bene non mischiare il sacro con il profano.  
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