Coghe (ManifPourTous): “Eutanasia infantile in Belgio? Uccidere non è compassionevole. C’è piccola lobby che vuole decidere per tutti”

13 febbraio 2014 ore 12:37, Marta Moriconi
Coghe (ManifPourTous): “Eutanasia infantile in Belgio? Uccidere non è compassionevole. C’è piccola lobby che vuole decidere per tutti”
Abbiamo chiesto a Jacopo Coghe, presidente della Manif Pour Tous Italia, di parlare del provvedimento sull'eutanasia ai minori giunto alla Camera dei Rappresentanti in Belgio per la definitiva approvazione. Ma quanto sarà “dolce” questa morte? Coghe tuona: “Uccidere, compiere un omicidio, non credo che sia un gesto compassionevole”. Poi parla di una piccola lobby che “vuole decidere per la società”. Belgio, parliamo del voto sull’eutanasia ai minori. Partiamo da una riflessione al rovescio: che idea della vita racchiude? «La legalizzazione dell’eutanasia sui minori è una proposta abominevole. Porta con sé una cultura della morte, dando una falsa illusione di libertà al bambino, questo potrà scegliere se mettere fine alla sofferenza comunicandolo e verificando semplicemente la sua capacità di intendere e volere. Questo perché c’è una società che cerca di sopprimere un costo sociale ed economico che non vuole più sostenere. Queste persone sono un costo per loro. Infatti, era stato approvato qualcosa di simile per i detenuti. Guarda caso, un'altra parte di società che rappresenta un peso». Ma qual è il fine? «Si ricerca una società ideale, per loro ideale. Ma è epurata. Tutto questo assomiglia molto a quello che successe nelle prima metà del ‘900». L’economista Gotti Tedeschi, in una sua analisi sul tema riportata da Sussidiario.net, affermò che “controllando le nascite si sarebbe arrivati a dover controllare anche le morti”. Ormai è realtà?   «Certo. Il problema è che dietro a tutto questo c’è una piccola lobby che vuole decidere sulla società. Vuole avere nelle proprie mani un potere sulla società: decidendo sulla vita e sulla morte può esercitarlo. Fanno sembrare la scelta della morte un diritto e il gioco è fatto». Al di là del pensiero cristiano, battersi contro l’eutanasia è una battaglia di buon senso? Che può unire tutti? «Io, infatti, ho risposto alle vostre domande senza fare citazioni religiose. E’ un discorso di ragionevolezza. Di vera antropologia, fondata sul bene dell’uomo. Qui invece è tutta una falsità». Ma chi sostiene questa legge parla di cure palliative che prolungano l’agonia dei malati… «Assolutamente no. Non si mai invece, perché non c’è certezza, se esista fino alla fine la possibilità di salvare una vita umana. E anche la vita della persona malata è una vita umana». E a chi dice che sia un gesto compassionevole quello di cui stiamo parlando, cosa risponde? «Uccidere, compiere un omicidio, non credo che sia un gesto compassionevole». Porterete avanti una vostra battaglia su questo tema? «Come Manif Pour Tous Italia il tema ci tocca ma non è propriamente nostro. Tuttavia, difendendo il diritto dei bambini, mi pare che il loro diritto di esistere ci trovi tutti d’accordo e impegnati anche su questo fronte. Su una piattaforma che utilizziamo (www.citizengo.org/it?) c’è una petizione contro l’eutanasia infantile, portata avanti da Luca Volontè e che si rivolge al re del Belgio, che ha già raccolto a livello europeo migliaia di firme. La sosteniamo». Su cosa siete impegnati, invece, ora? «Siamo pronti a contrastare la legge sull’omofobia quando arriverà in votazione al Senato».
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