Zitti tutti, parla Renzi e il Pd: si va avanti così

13 febbraio 2015 ore 14:59, intelligo
Zitti tutti, parla Renzi e il Pd: si va avanti così
I postumi della bagarre notturna alla Camera si traducono in un clima di altissima tensione. Le opposizioni attendono un segnale di apertura dal Pd sull’articolazione del calendario
. Ma in mancanza di risposte a stretto giro i deputati della minoranza non rientreranno in Aula lasciando solo dei rappresentanti a 'presidiare' e la maggioranza da sola a votare le parti restanti del testo di riforma. Si attende il segnale dall’assemblea dei gruppi Pd presieduta da Renzi. Ma per ora l’unico segnale che arriva è sintetizzato nelle parole del premier che ai suoi dice: “Non consentiremo a nessuno di bloccare il percorso della riforma costituzionale”. PD NEL FORTINO. Renzi non cede e spiega di aver "sempre cercato in tutte le sedi una mediazione con le opposizioni ma ora siamo a un bivio e indietro non si torna”. Come a dire: tempo scaduto. Aggiunge che “il tentativo”delle opposizioni (secondo quanto riporta l’AdnKronos) “ora è chiaro: bloccare la nostra azione politica e di governo”. Perentorio anche sull’emendamento proposto dai grillini che prevede referendum propositivi e abrogativi senza quorum: “Se accettassimo proposte di referendum simil-svizzero stravolgeremmo la Costituzione”. Sulla stessa lunghezza d’onda il capogruppo alla Camera Roberto Speranza anche se più possibilista. Si dice convinto che “fino all’ultimo secondo utile c’è la possibilità per ricercare un’intesa” in virtù della quale chiede ai parlamentari dem “il massimo autocontrollo per evitare di cadere nelle provocazioni” (richiamo a quei deputati protagonisti del duro faccia a faccia coi colleghi di Sel). Segue un appello al M5S: “Risediamoci. Sul referendum si può fare un ulteriore passo in avanti”. Ma la cosa certa è che il Pd, scandisce Speranza non accetterà veti: “Ho provato a tenere accesa la fiammella con il Movimento 5 stelle per discutere nel merito dell'articolo 15. Dopodichè oggi ho ribadito che se l'atteggiamento dovesse mutare noi del Pd siamo pronti a discutere nel merito senza diktat, ma la risposta anche adesso è stata molto chiusa. Mi sembra chiaro che noi non fermiamo le riforme perché c'è l'imposizione del gruppo M5S. Se continuano a dire: o si toglie il quorum sui referendum oppure non siamo d'accordo, questo è un veto per noi inaccettabile. D'altro canto non è possibile pensare che - solo per stare due giorni in meno alla Camera - il Pd molla sul merito della riforma. Non c'è uno scambio possibile”. Netto il messaggio di Renzi alle opposizioni: “Se la minaccia delle opposizioni è quella che "le riforme ve le votate da soli" è "un problema delle opposizioni”. Poi sferza i 5Stelle: “Non mi sono fatto ricattare da Berlusconi sul Quirinale, non mi farò ricattare da Grillo sulle riforme”. Difficile trovare anche uno spillo di mediazione in un pagliaio di polemiche. IL J’ACCUSE DI VENDOLA. Il leader di Sel ci va giù duro quando dice che i suoi parlamentari sono stati “oggetto di una aggressione teppistica da parte di parlamentari del Pd e questo è inaccettabile. Vuol dire che si rischia di non avere condizioni minime di agibilità democratica su un terreno così delicato come quello delle riforme costituzionali, da parte di chi vuole stravolgere la nostra Costituzione”. Vendola ne ha anche per i 5Stelle: “Siamo stati anche oggetto di un atteggiamento discutibile da parte del M5S che ha impedito alle altre forze di opposizione di esprimere le proprie posizioni”. OPPOSIZIONI DA MATTARELLA SOLO DA MARTEDI’. I presidenti dei gruppi di opposizione avevano chiesto un incontro urgente con il presidente della Repubblica per un confronto sulle riforme costituzionali e la legge elettorale. Chiaro l’intento di manifestare a Sergio Mattarella il disappunto e la preoccupazione sul metodo e nel merito del provvedimento. Ma stando a quanto riferiscono fonti parlamentari appena conclusa la conferenza dei capigruppo, dal Quirinale sarebbe arrivata l’indicazione che l’incontro con il capo dello Stato non potrà svolgersi prima di martedì prossimo. Peccato che il timing imponga un altro ritmo e a scandirlo è il premier Renzi: “Sabato chiudiamo, e basta. Lasciamo sempre aperta la porta del dialogo ma non accettiamo ricatti”.  LuBi
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