Il discorso di chiusura del semestre europeo dell'Italia. Ecco le frasi di Renzi

13 gennaio 2015 ore 11:14, Andrea Barcariol
Conferenza stampa al termine del Consiglio dei MinistriAttacca l'austerità "è stata un errore", saluta Napolitano, battibecca con Salvini e chiude citando Dante,  tra applausi e qualche contestazione. Ecco le frasi più significative del discorso di Renzi a Strasburgo, al Parlamento Europeo, per la conclusione del semestre di presidenza italiana dell'Ue (presente in tribuna anche Beppe Grillo). "L'Unione europea è una speranza che si declina al futuro, non solo al passato. Credo che o l'Europa cambia marcia nell'economia o diventeremo fanalino coda di un mondo che cambia rapidamente". “L'Europa di vincoli e austerità è stata un errore” "L'Europa deve ricordarsi che è una superpotenza di valori, dobbiamo guardare alla politica di vicinato in modo diverso, con attenzione diversa al Mediterraneo e all'allargamento dell'Unione Europea, penso ad Albania, Serbia, Montenegro". "Il contrario di integrazione è disintegrazione: quando si pensa di difendere l'identità difendendoci in fortezze, dobbiamo ricordarci che non esiste sicurezza senza libertà in Europa. I nostri nemici puntano a cambiare il nostro modo di vivere". "La foto storica non è quella dei leader ma quella del popolo francese. Donne e uomini che con quella presenza dicono che i nostri valori sono più forti delle minacce". "Siamo pronti a credere nella flessibilità: se non ci fosse stata la flessibilità tanti dei Paesi da cui venite non ce l’avrebbero fatta, la ricostruzione in Germania non sarebbe stata così facile. Negli ultimi sei mesi in Europa c’è stato un cambiamento profondo nella direzione, anche se non ancora nei fatti". "Non si guida un semestre pensando all'interesse del proprio Paese, ma pensando alla chance per il futuro dell'Europa". "Vorrei che il Parlamento europeo portasse oggi il suo saluto a Napolitano che lascerà il proprio incarico avendo compiuto un grande percorso di cambiamento, affrontando momenti di grande difficoltà con l'intelligenza e la saggezza che anche qui gli viene riconosciuta". "Ogni anno diamo all'Europa molti più milioni di euro di quanti ne riceviamo, diamo 20 miliardi per riceverne la metà. Veniamo nelle istituzioni non per chiedere aiuto ma per offrire la storia dell'Italia. Per noi l'Europa è un luogo di speranza, ma sappiamo che i nostri problemi dobbiamo risolverli a casa nostra". “Il nemico non è la religione, ma il fanatismo. Abbiamo cercato di dare un’anima all’Europa. Per noi l’Europa è libertà". "L'Italia, fedele al suo messaggio di civiltà, lavorerà ad un'Europa sempre più dei popoli e sempre meno della burocrazia". Renzi chiude citando Dante "Fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza', ma dagli scranni arriva la stoccata di Salvini: "Non ti ascoltano neanche i tuoi, stai parlando al deserto". "Capisco che leggere i libri per qualcuno di voi non è facile", la replica del Premier.  
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