Charlie Hebdo, Adinolfi: "Imbecilli, la marcia potrebbe incentivare nuovi attacchi. La retorica del razzismo"

13 gennaio 2015 ore 12:14, Adriano Scianca
gabriele adinolfiLe grandi manifestazioni di piazza? L'hashtag #jesuischarlie? Per lo scrittore Gabriele Adinolfi "questo atteggiamento potrebbe incentivare nuovi attacchi. Sono degli imbecilli". Quanto agli appelli contro il razzismo, Adinolfi commenta: "Sembra quasi che gli attentati li abbia fatti il Front national...". Adinolfi, ragionando a bocce ferme che possiamo dire degli attentati francesi? «Ci sono tre possibilità: la prima è che la jihad si sia organizzata da sola. La seconda è che gli apparati abbiano organizzato loro una strategia della tensione per ricreare una unione nella bancarotta generale. Il terzo scenario, quello che io ritengo più plausibile, è che gli apparati abbiano controllato e lasciato fare». Ma la forte mobilitazione popolare è stata comunque una risposta forte. Gli organizzatori della strage, chiunque siano, hanno quindi fallito? «Al contrario. Quella manifestazione, che io definirei sinteticamente di imbecilli, che se vogliamo erano al seguito proprio di chi è davvero colpevole di tutto ciò e solo per gridare “non ne possiamo più”, potrebbe incentivare nuovi attacchi». In che senso? «Se sono stati gli jihadisti hanno tenuto in scacco in tre un'intera nazione. Se sono stati gli apparati hanno ottenuto una reazione bovina decisamente superiore a quella ipotizzata». Quindi ora i terroristi colpiranno ancora? «Spero di sbagliarmi, ma quello che è successo a Parigi può accadere in tutta Europa di nuovo. E se accadrà quella banda di idioti che è andata in piazza a dire “io sono Charlie” va considearata come responsabile colposo». Quale sarebbe allora la reazione giusta, in questi casi? «Quella dell'opinione pubblica inglese, che quando furono colpiti i grandi magazzini Harrods continuò a fare spesa come se niente fosse, proseguendo nella sua vita di tutti i giorni. Il miglior modo di affrontare il terrorismo è ignorarlo. Così facendo, invece, i francesi hanno istigato i terroristi». Come giudica la reazione del Front national? «Dunque, la prima reazione di Hollande è stata di chiamare il Fn nell'ammucchiata. Poi è stato fermato da Bernard-Hrnry Levy. Tutto sommato per loro è un bene, l'esclusione permette al Front national di offrire soluzioni e di non perdere totalmente la dignità». Nella retorica ufficiale, peraltro, la condanna del razzismo sta pian piano scalzando la condanna dell'islamismo. Non è un po' surreale? «Sì, sembra quasi che gli attentati li abbia fatti il Front national. Quanto all'islamismo, la cosa è molto complessa: gli attentatori non sono tutto l'islam, ma non possiamo neanche dire che non fossero musulmani, come fanno in molti. Il punto, tuttavia, è che questa strage rimette in questione il nostro approccio all'immigrazione, allo ius soli e soprattutto alle nostre politiche nei confronti del mondo arabo». Intanto il comico Dieudonné è stato accusato di istigazione al terrorismo per una battuta sugli attentati. Ma la satira non doveva poter essere libera? «Ma di cosa stiamo parlando? In Francia la libertà d'espressione è da tempo ridotto al lumicino».
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