Stagione influenzale "a bassa intensità", ma il picco è a febbraio

13 gennaio 2016 ore 8:33, Micaela Del Monte
Nonostante tutti i preallarmi del caso sembra che quello di quest'anno sarà un inverno a bassa intensità influenzale per numero di casi attesi. Lo ha detto il direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Giovanni Rezza, sottolineando anche come non vi sia "alcun allarme" per il nuovo virus EAH1N1 isolato in maiali in Cina.

Stagione influenzale 'a bassa intensità', ma il picco è a febbraio
”Non sorprende che questa, al contrario dello scorso anno
– ha affermato Rezza – si prospetti come un’annata a bassa intensità di casi influenzali: quest’anno, infatti, i virus influenzali non sono mutati e la popolazione presenta dunque una maggiore coperture; inoltre, le temperature sono meno fredde. Tutte condizioni che contribuiscono a ‘contenere’ il diffondersi dell’influenza”. I virus influenzali attualmente presenti sono dunque quelli per i quali il vaccino prevede già la copertura: ”il virus AH1N1, il virus H3N2 che –  ha spiegato l’esperto – la precedente stagione aveva subito una mutazione mentre quest’anno è lo stesso dell’anno scorso, ed un virus di tipo B”. Ad oggi, i casi totali registrati non hanno dunque ancora superato il tetto del milione, ed anche se ”potrebbe sempre verificarsi una coda influenzale più lunga, non credo che il picco, atteso per febbraio, supererà i livelli dello scorso anno”.

Quanto alla variante del virus influenzale AH1N1 – che determinò la pandemia del 2009 – individuata in alcuni maiali in Cina, il virus EAH1N1, Rezza ha comunque invitato ad evitare allarmismi allarmismi. I ricercatori cinesi, in uno studio di recente pubblicato su Pnas, avevano invitato ad un’azione ”immediata per evitare la trasmissione agli esseri umani”, ma secondo l’esperto ”il pericolo che tale virus contagi l’uomo e, facendo un salto di specie, renda possibile la sua trasmissione da uomo a uomo, è solo teorico e potenziale”. La nuova variante, infatti, ha chiarito Rezza, ”è ora rilevata solo negli animali e per questo ciò che è fondamentale è, al momento, il monitoraggio degli animali in Cina e delle persone che lavorano a diretto contatto con loro”.

A temere di meno potrebbero essere le donne grazie ai prorpi ormoni (estrogeni) che hanno un effetto antinfluenzale, riducono la capacità del virus dell'influenza di replicarsi nelle cellule dell'apparato respiratorio.
Pur con le dovute eccezioni, è molto più che uno stereotipo il fatto che lui sia messo Ko dall'influenza: il termometro sale di qualche tacca e lo si ritrova a letto, "agonizzante".
 
Mentre la donna, anche con l'influenza, è spesso una "tigre", non si ferma, resta presente sul luogo di lavoro e, soprattutto, si lamenta meno. Il motivo di questa «superiorità» femminile di fronte a un'affezione poco grave come l'influenza di stagione potrebbe essere ricercato, dunque, negli ormoni femminili.
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