Unioni civili, Torriero: "Con Galantino nasce la "libertà di coscienza" dei vescovi. Family day non è ideologia"

13 gennaio 2016 ore 10:41, Fabio Torriero
Con l’intervista sul Corriere della sera, oggi, guarda caso a pochi giorni dal voto del Senato sul Ddl Cirinnà, e a poche settimane dalla prossima, grande, mobilitazione del Family Day, il segretario della Cei, Nunzio Galantino, ha inaugurato ufficialmente “la libertà di coscienza” per i cattolici e per la Chiesa. Si legga sbracatura e suicidio programmato.
A parziale correzione rispetto a sue precedenti dichiarazioni, tutte improntate sul dialogo e l’inciucio col governo Renzi, e considerando le recenti parole del presidente della Cei, Angelo Bagnasco (contrarie alle sue), estremamente chiare sull’uso della piazza da parte dei cattolici e sulle unioni civili, Galantino nella forma, si è adeguato; ma nella sostanza ha demolito in profondità le ragioni di una mobilitazione delle coscienze. Con appunto, “la libertà di coscienza”.

Unioni civili, Torriero: 'Con Galantino nasce la 'libertà di coscienza' dei vescovi. Family day non è ideologia'
Basta decodificare le sue risposte a Luigi Accattoli.

1) Già il titolo: “Unioni civili, giusto dare risposte, ma le adozioni restino fuori”. Tradotto: la legge (sbagliatissima) passa, accettiamolo, ma attacchiamoci a due aspetti (strategia meramente conservatrice e quindi, perdente), sui quali non dobbiamo cedere: uteri in affitto e rimandi (ossia, equiparazioni) al diritto matrimoniale. E’ come fermare un cadavere al terzo piano, tanto comunque finirà per terra. E’ l’accettazione della dialettica massonica (ci sono precisi testi in proposito): tesi (laicista) spaventosa che allarma, antitesi (cattolica) oppositiva e rabbiosa, sintesi (compromesso) che rassicura tutti, ma alzando l’asticella verso “la società radicale di massa”, che Renzi sta costruendo, pezzo dopo pezzo: divorzio breve, depenalizzazioni a tutto campo, reato di immigrazione, unioni civili, droghe leggere, doppio cognome, ius soli etc);

2) Dice Galantino: “Se dovessimo scriverla noi (la legge sulle unioni civili) certamente non conterrebbe le soluzioni proposte dalla Cirinnà”. Ergo, la Chiesa si rintana nell’astrazione e nell’alibi dello Stato laico, che da tempo, non è più basato sulla separazione-distinzione tra Stato e Chiesa, ma sempre più si incentra sull’ateismo, mascherato da neutralità. Ma attenzione: se la Chiesa si rintana nell’alibi dello Stato laico, ciò vuol dire che pure il cittadino cattolico non ha più argomenti, soprattutto quando i laicisti gli impongono il loro schema: “Tu cattolico, vivi la tua coerenza dottrinaria, io che non credo, devo essere libero di fare ciò che voglio. Non puoi impedire la mia libertà”: concetto vincente usato già ai tempi del divorzio e dell’aborto (con i risultati che si sono visti). Libertà di coscienza col placet della Chiesa;

3) Altro "relativismo galantiniano”. Il segretario della Cei afferma che: “Ho sentito interventi parlamentari capaci di misurarsi con la complessità del tema e attenti a evitare muro contro muro” Ci risiamo: l’identità cattolica vuol dire muro contro muro, l’eliminazione dell’identità cattolica vuol dire fare ponti. E’ l’esaltazione della melassa buonista;

4) Concetto definitivamente rafforzato dalla frase emblematica: “Non mi stancherò di invocare un passo indietro da parte di chi conosce solo modi ideologici di accostarsi alla realtà”. Domanda: ma il Vangelo è un’ideologia? E il Family Day? Rivendicare una buona battaglia è un modo ideologico di agire? Torniamo al teorema della contrapposizione da esecrare, che rende sterili soli i cattolici;

5) E ancora. Quella che sembra una concessione alla dottrina viene subito smentita nelle righe successive. Galantino dopo aver ribadito in modo sbiadito che “la famiglia composta da un padre, una madre e dei figli, è un bene inestimabile”, corregge il tiro: “Certo, la società registra anche al suo interno la presenza crescente di unioni di segno diverso e lo Stato ha il dovere di dare risposte a tutti”. Ecco il cedimento della Chiesa alla politica, travestito di banalità: usare lo Stato laico per perdere con onore. Galantino si ricordi che rappresenta il popolo di credenti, non parla da ministro della Repubblica;

6) Detto questo, la legittimazione della prossima piazza anti-Cirinnà, diventa inesorabilmente acqua fresca: “La Cei non la promuove, ma neanche lo impedirà… se un vescovo vuole andare, vada; ma non potrà pretendere che vi partecipino tutti i vescovi”. Messa così, la riedizione del 20 giugno diventa inesorabilmente il ruggito del topo.

Conclusione: i cattolici facciano a meno dei vertici della Chiesa. Si liberino da orpelli, condizionamenti, casacche associative vecchie e burocratiche e facciano come dice papa Francesco: “I cristiani consapevoli non hanno bisogno di vescovi piloti”. Nemmeno di vescovi kamikaze.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]