Galantino, Adinolfi: “Io in piazza per il ritiro delle unioni civili. I laici ora senza l'alibi dei vescovi”

13 gennaio 2016 ore 12:36, Andrea Barcariol
Raggiunto da IntelligoNews il giornalista Mario Adinolfi commenta l’intervista rilasciata oggi a Il Corriere della Sera dal segretario della Cei Monsignor Galantino sulle unioni civili, tema nell’agenda del governo Renzi e al centro della polemica politica (il 30 gennaio è in programma il Family Day a Roma in piazza San Giovanni).

Monsignor Galantino ha detto: “Sulle unioni civili è giusto dare risposte ma le adozioni restino fuori”. Cosa ne pensa?

«Su questo tema sono molto netto, la legge sulle unioni civili va ritirata, è una legge sbagliata, scritta male che offre due terreni di novità: la stepchild adoption che legittima l’utero in affitto e la reversibilità della pensione. Questo è il cuore della legge, tutti gli altri diritti delle persone omosessuali sono già tutelati. Su queste due novità mi sono già espresso molte volte ed è noto che le considero negativamente. Non c’è spazio di mediazione, io manifesterò in piazza per il ritiro della legge perché è anticostituzionale e imbrogliona, utilizza il trucco della lingua inglese per legittimare l’utero in affitto. Si tratta di una legge che oggettivamente equipara l’unione omosessuale al matrimonio e alla famiglia, in contrasto totale con le conclusioni del Sinodo dei vescovi. Anche l’episcopato, quindi, ha già deliberato con precisione chirurgica rispetto a questo elemento».

Galantino, Adinolfi: “Io in piazza per il ritiro delle unioni civili. I laici ora senza l'alibi dei vescovi”
In un altro passaggio molto significativo, il segretario della Cei ha affermato: “Non mi stancherò mai di invocare un passo indietro a chi conosce solo modi ideologici di accostarsi alla realtà”. Come interpreta questa frase?


«Anche io sono contrario a ogni ideologia, ma qui siamo sotto attacco ideologico da parte dell’ideologia gender, tra l’altro anche questa denunciata più volte da Papa Francesco e dall’episcopato italiano. Anche io chiedo che ci sia un passo indietro da parte di chi ha fatto dell’ideologia gender una legge che trasformerà i bambini in oggetti di compravendita, le donne in fattori produttivi e la maternità in un bene commerciabile. Tutto questo è figlio dell’ideologia gender stigmatizzata da Papa Francesco. In realtà so che si vuol far intendere che c’è chi fa della famiglia un’ideologia, io replico che dal mio punto di vista non c’è nessun atteggiamento ideologico, la famiglia è un incontro tra un uomo e una donna dal quale nascono figli. E’ la cosa più concreta e reale che esista quindi la più anti-ideologica. Bastava venire al Family Day dello scorso 20 giugno per capirlo. E’ l’offensiva che è ideologica ed è calata integralmente nel ddl Cirinnà».

Sul Family Day Galantino praticamente ha scelto di non promuoverlo e di non impedirlo lasciando la decisione ai vescovi. Il direttore di IntelligoNews, Fabio Torriero, ha commentato questa frase dicendo che è “stata inaugurata la libertà di coscienza dei vescovi”. E’ d’accordo?

«La verità è che sul Family Day del 2015 c’è stata ostilità da parte di Galantino, ciò è noto e chi è stato dentro l’organizzazione di quell’evento lo sa benissimo. Si è scommesso contro quella piazza e la piazza ha risposto vincendo. Adesso vedo fortunatamente che c’è più prudenza ed è un dato positivo. Sicuramente c’è più responsabilità sulle spalle di noi laici che vogliamo difendere il bene della famiglia naturale, in questo le parole di Galantino sono positive e chiare. I laici adesso devono darsi da fare sul serio, senza l’alibi dell’assenza o della presenza dei vescovi-pilota che giustamente Papa Francesco ha detto non sono necessari a questo tipo di processo. Personalmente avverto il peso di questa responsabilità sulle mie spalle, ma la risposta dovrà essere all’altezza della sfida che ci è stata lanciata».
 

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