Tinder in love, con lo swipe non sarà più questione di feeling ma di algoritmo

13 gennaio 2016 ore 13:44, Marta Moriconi
Tinder in love, con lo swipe non sarà più questione di feeling ma di algoritmo
L'applicazione di dating online Tinder è utilizzata da tantissimi utenti per approcciare con persone ritenute interessanti, avviare con loro una conversazione e alla fine ottenere un incontro
. Basta indirizzare uno swipe verso destra per manifestare gradimento per una persona e scoprire se si è o meno da questa ricambiati.
Poi come si dice in certi casi "se son rose fioriranno". Oggi grazie ad un reporter di FastCompany, si è scoperta l’esistenza di un sistema interno e segreto a Tinder che consentirebbe, attraverso un preciso algoritmo, di classificare gli utenti a seconda del loro livello di desiderabilità. 

Il sistema in questione avrebbe anche un nome, si chiamerebbe  "Elo score" – e sarebbe il principale responsabile della scelta dei potenziali partner che ci vengono proposti da Tinder. Ogni utente viene classificato in base ad un punteggio cui corrisponde in pratica il livello più alto o più basso di attraenza. Più il punteggio è alto, più ovviamente si è ritenuti attraenti e si avranno maggiori possibilità di entrare in contatto con persone che hanno lo stesso punteggio. E’ chiaro che chi ha il punteggio più alto andrà a ricercare le persone con punteggio identico o di poco inferiore, mentre quelle con i punteggi più bassi sfuggiranno dalla pretesa di andare alla ricerca delle persone più attraenti con le quali le possibilità di approccio sarebbero molto ridotte. 
Il CEO di Tinder Sean Rad spiega: "Non si tratta solo di quante persone effettuano uno swipe verso destra su di voi. È più complicato. Abbiamo impiegato due mesi e mezzo solo per costruire l'algoritmo". 
Sul punteggio non influirebbe soltanto l’aspetto fisico ma anche altri fattori che mescolati fra di loro andranno di fatto a determinare l’algoritmo che farà scattare il punteggio visualizzabile sul profilo dell’utente. "Non tutti hanno gli stessi gusti - ha continuato Tor Solli-Nowlan, ingegnere di Tinder - Alcuni utenti sono attratti dalla barba, altri no. Lo stesso vale per i tatuaggi, per gli animali e i bambini".

Tuttavia le polemiche non mancano e c’è chi ha accusato Tinder di aver messo in atto una sorta di discriminazione sulla bellezza, ghettizzando gli utenti meno attraenti e violando la privacy. Un’accusa respinta dai responsabili di Tinder che evidenziano come questo sistema è in realtà utilissimo per favorire l’incontro fra persone compatibili fra loro e dunque con maggiori possibilità di intrecciare relazioni. "Ogni volta che apprezzi una persona con uno swipe verso destra o ne scarti un'altra con un altro verso sinistra stai fondamentalmente dicendo che la prima è più desiderabile della seconda - ha aggiunto Chris Dumler, un analista di Tinder - ogni swipe è un voto, qualsiasi sia la ragione per cui l'hai fatto". Dunque inutile lamentare discriminazioni nel momento stesso in cui la discriminazione la praticano gli utenti stessi accettando o rifiutando le proposte di approccio.
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