Galantino, Savarese: “Ha demolito il ddl Cirinnà. Un passo avanti per l’armonia dei cattolici”

13 gennaio 2016 ore 14:18, Andrea Barcariol
Intervistato da IntelligoNews Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, replica alle affermazioni di Aurelio Mancuso, presidente di Equality, in riferimento all’intervista rilasciata oggi a Il Corriere della Sera dal segretario della Cei Monsignor Galantino sulle unioni civili.

Mancuso commentando l’intervista di Galantino ha detto che siamo di fronte a una “rivoluzione copernicana” perché la Cei “per la prima volta nella storia, dice sì alle unioni civili”. Cosa ne pensa?


«E’ una sciocchezza enorme, sembra che Mancuso abbia letto solo il titolo dell’intervista a Galantino e sappiamo bene che i titoli spesso vengono forzati per attirare l’attenzione. In realtà non ha detto nulla di diverso rispetto a ciò che la Chiesa ha sempre affermato, il segretario della Cei ha demolito il ddl Cirinnà dalla a alla z, denunciando che sostanzialmente è un matrimonio gay, denunciando la legittimazione dell’utero in affitto dietro la stepchild adoption e confermando che i diritti dei singoli individui devono essere tutelati, come tutti diciamo e come già avviene. Non c’è quindi nulla di diverso rispetto a quanto detto da tutti i vescovi su questa tema, compreso il cardinal Bagnasco».

Galantino, Savarese: “Ha demolito il ddl Cirinnà. Un passo avanti per l’armonia dei cattolici”
Sul Family Day però Galantino praticamente ha lasciato la libertà di scelta ai vescovi non promuovendo la manifestazione. E’ d’accordo?


«Noi organizzatori non vogliamo che il Family day diventi una manifestazione confezionata dalla Chiesa cattolica perché questo escluderebbe tanti nostri amici di altre confessioni o aconfessionali che ci stanno aiutando in questa nostra sfida antropologica e laica. Galantino però dice una cosa importante: si augura iniziative contro le storture del ddl Cirinnà e auspica queste iniziative da parte dei parlamentari ma anche da pezzi della società civile. Queste parole per noi sono un grande incoraggiamento alla mobilitazione nel rispetto dei diversi ruoli. Non vogliamo il bollino della Cei ma che la Cei appoggi l’impegno dei laici contro la rottamazione della famiglia, un tema su cui la Conferenza episcopale italiana è assolutamente schierata».

C’è stato quindi un cambio di atteggiamento da parte di monsignor Galantino? In molti tra gli organizzatori del Family day dello scorso 20 giugno avevano parlato di “ostilità” nei confronti di quella manifestazione.

«Forse per quanto riguarda la manifestazione del 20 giugno ci sono state delle incomprensioni temo dovute anche alla tempistica che ci ha costretti a scendere in piazza nel giro di pochi giorni non trovando il tempo e il modo di coinvolgere tutte le realtà. Dal 20 giugno a oggi però tanti movimenti cattolici che, per un motivo o l’altro, non avevano partecipato, si sono riavvicinati al comitato organizzatore del Family day e credo che le parole di Galantino possano rappresentare un passo avanti per l’armonia nel campo cattolico, con un punto fermo: il ddl sulle unioni civili fa il male della società. Andremo in piazza per sostenere questo e per dire che le unioni civili demoliscono il matrimonio e la famiglia, su questo non c’è nessuna divisione. Entro poche ore scioglieremo la riserva sulla data del Family day (si attende l’ufficialità per il 30 gennaio a piazza San Giovanni ndr). Abbiamo visto che l’inizio della discussione in Parlamento è stata rimandata di 2 giorni e per noi questo è già un primo segnale, le cose non necessariamente andranno come sostiene la senatrice Cirinnà, quindi è una partita che ci giochiamo».
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]