Berlusconi-Santanchè-Marchini: convergenze parallele

13 giugno 2013 ore 14:35, Lucia Bigozzi
Berlusconi-Santanchè-Marchini: convergenze parallele
Che c’azzeccano Silvio Berlusconi, Daniela Santanchè e Alfio Marchini? Apparentemente nulla, in realtà abbastanza. 
Convergenze parallele. Per ora sottotraccia, lente. Mosse, segnali, gesti, ammiccamenti, idee che cominciano a prendere forma. Ancora in embrione, ma parte di un tutto che potrebbe disvelarsi nei prossimi mesi e tradursi in un progetto politico nella ricostruenda area del centrodestra. Per ora c’è il governissimo, ma tra diciotto mesi (a meno di trabocchetti bipartisan) tutto cambierà. E diciotto mesi, in politica, sono dopodomani. Tre nomi, una trama da tessere. Al filo ci sta pensando il Cav, che sarebbe alla ricerca di un ‘leader-erede’ quando e se deciderà di fare un passo indietro. Definitivo. E l’ipotesi Renzi candidato premier, stavolta, lo indurrebbe a farlo per tempo. Gli indizi ci sono e dimostrano movimenti ancora cauti eppure reali in direzione dell’ex candidato sindaco di Roma Alfio Marchini, imprenditore, profilo accattivante, fascino dell’uomo del fare, buone relazioni con gli ambienti Oltretevere, capacità comunicativa – specie a livello mediatico – , sorriso a 72 denti che inchioda, incuriosisce, cattura. Dettagli ai quali da sempre Berlusconi è attento, anzi attentissimo. Del resto, quando disse che Alfano non aveva il ‘quid’ dicono che si riferisse anche all’aspetto estetico e al carisma. Repubblica oggi scrive di una telefonata di Berlusconi a Marchini finalizzata (per ora) ai complimenti di rito per la performance elettorale alla testa di una lista e un progetto messi in campo in poco meno di tre mesi. Quel 9,7 per cento deve avere impressionato il ‘vecchio’ leader del centrodestra e fatto scattare le antenne-radar sul suo target: forse, potrebbe essere proprio Marchini l’uomo giusto per il dopo-Berlusconi. Di certo, se la telefonata c’è stata, non si è trattato di una casualità, pure se la parvenza doveva essere quella. Marchini si affretta a smentire. Nota alle agenzie per dire: “Sarei curioso di capire come e quando mi sarei intrattenuto con Silvio Berlusconi visto che sono ormai molti anni che non lo vedo e non parlo con lui”. Mossa per depistare i sospetti? In questa fase può starci tutto e il suo contrario. Nessuno ha intenzione di scoprire le carte: troppo presto. E il fatto che Marchini dica che da molti anni non sente il Cav. può essere letto anche come il tentativo di ‘smarcarsi’ da recinti e relative ‘etichettature’ d’area che potrebbero penalizzare l’ascesa dell’imprenditore-politico alla ribalta nazionale. Se l’idea Marchini balenerebbe nella testa di Berlusconi da qualche settimana, adesso bisogna testarla, portarla avanti, “costruirla”, non è facile tantomeno automatico. Primo, perché sbandierarla o solo parlarne coi suoi colonnelli potrebbe scatenare la ‘terza guerra mondiale’ in un partito scottato dalla batosta elettorale e nel quale torna sempre più insistente la tentazione di un ritorno allo schema di Forza Italia. Secondo: la strada va aperta e battuta con pazienza. Ecco allora l’altro indizio: secondo gli spifferi di Intelligonews, l’ambasciatrice del Cav. alla ‘corte’ di Marchini sarebbe la fedelissima Daniela Santanchè, fresca di nomina dentro il partito: responsabile Organizzazione. La pasionaria-pasdaran-falchissima conosce da tempo Marchini, sono entrambi imprenditori ed entrambi impegnati professionalmente nel settore della comunicazione. Una liaison che potrebbe tradursi nel passepartout di un percorso alla fine del quale le convergenze parallele potrebbero incrociarsi. Ciascuno per parte sua: la Santanchè sta lavorando (insieme ad altri fedelissimi) al rilancio del partito e alla ri-Organizzazione del centrodestra. In quest’ottica, seguendo i desiderata del capo, avrebbe tutto l’interesse (politico) a centrare l’obiettivo. Marchini si è “testato” su Roma, ma è stato chiaro fin dall’inizio che se fosse andato tutto come poi è andato, l’esito elettorale capitolino lo avrebbe catapultato nell’emisfero nazionale. Ambizione legittima e oggi consolidata dai numeri del voto. Convergenze parallele, appunto. All’ombra del Cav. E con Renzi già alle viste del nuovo centrosinistra.
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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